SMCV ricorda Domenico Russo: figlio valoroso ed eroico esempio

A 35 anni dalla scomparsa la cerimonia di intitolazione di un'ala del Commissariato all'agente speciale morto a seguito della strage di via Carini

Santa Maria Capua Vetere - A 35 anni dalla sua scomparsa, la città di Santa Maria Capua Vetere ricorda ancora una volta Domenico Russo, l’agente scelto che nel 1982 perse la vita a seguito della strage di via Carini in cui vennero assassinati, per mano di Cosa Nostra, il Prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro.

Domenico Russo perse la vita il 15 settembre dopo dodici giorni di coma. «Un eroe di cui noi tutti abbiamo bisogno»: è stato questo il pensiero che ha accomunato tutti i presenti durante la cerimonia di intitolazione di un’ala del commissariato di Santa Maria Capua Vetere all’agente scelto Domenico Russo, al quale nel 1999 fu intitolata una strada della città del Foro.

L’evento è stato presenziato da autorità civili, militari e religiose ma erano soprattutto presenti i parenti di Domenico provenienti da diverse parti d’Italia, tra cui la moglie Filomena Rizzo conosciuta proprio negli anni in cui l’agente sammaritano ha prestato servizio a Palermo. A Filomena Rizzo, «donna da ammirare - come ha sottolineato il Questore di Caserta Antonio Borrelli - per aver portato avanti in maniera splendida la famiglia», è stata consegnata una targa ricordo dal presidente dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato sezione di Santa Maria Capua Vetere. Le note de «Il Silenzio» hanno invece accompagnato la deposizione della corona di alloro ai piedi della lapide commemorativa che ha ricevuto la benedizione del cappellano della Polizia di Stato. «Questa - ha dichiarato il Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto - non è una cerimonia per rendere un piacere alla famiglia dell’eroe. Al contrario sono loro, i parenti di Domenico, che stanno rendendo un favore a tutti noi nella misura in cui l’intera nostra comunità ha bisogno di esempi eroici come quello di Domenico Russo». «Il nostro affetto - ha sottolineato il Questore Antonio Borrelli - va a chi ha sacrificato la propria vita nel tentativo di sconfiggere la criminalità. Oggi Domenico Russo è un angelo custode che sorveglia tutti noi». La giornata del 15 settembre, in cui ricorre anche l’omicidio nel ’93 di don Pino Puglisi sempre per mano di Cosa Nostra, adesso sarà legata anche al ricordo di una cerimonia che ha inteso consacrare la memoria di un valoroso figlio di questa terra che ha sacrificato la propria vita nella lotta contro le mafie.

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