Casapesenna, aggressione al referente Libera. Il sindaco si difende: "Agirò per vie legali"

Il primo cittadino non ci sta: "E' un episodio che va ascritto alla sfera privata, nelle sedi opportune ognuno si assumerà le sue responsabilità"

Casapesenna - Non accennano a diminuire le polemiche in seguito alla nota con cui Libera e Comitato don Peppe Diana, hanno denunciato una serie di ingiurie che sarebbero state rivolte dal sindaco di Casapesenna, Marcello De Rosa, al referente locale di Libera Pasquale Cirillo. Nella comunicazione inviata dall’associazione viene addirittura riportata una frase del sindaco che avrebbe detto: “Hai sempre portato Michele Zagaria nel cofano delle tua macchina ora vuoi fare la legalità”. Inoltre queste parole sarebbero state pronunciate dinanzi agli uomini della scorta di De Rosa che proprio ai nostri microfoni aveva dato una prima risposta a caldo parlando di “battibecco ingigantito”.

Ora proprio il sindaco ritorna sull’episodio e con una sua nota fa sapere: “L’atteggiamento minaccioso e le ingiurie non fanno parte del mio essere, se volessi ingiuriare chi quotidianamente distorce la mia immagine attraverso i media dovrei davvero essere sempre pronto all’attacco. Ma – continua – essendo perfettamente consapevole di svolgere in piena trasparenza e responsabilità il mandato, affidatomi dai cittadini, sono sereno e affronto gli attacchi con le dovute distanze. Nel contempo sono dispiaciuto del fatto che associazioni serie e stimate, con le quali proto avanti da circa tre anni, un progettualità che hanno come obiettivo primario la lotta alla criminalità organizzata, non riescano ad are il giusto peso ad un episodio che va ascritto alla sfera privata, quale un diverbio tra concittadini”. Il fatto si è svolto tra le mura del palazzo comunale dove Cirillo si era recato per parlare del rinnovo dell’utilizzo da parte di Libera del centro Cangiano. De Rosa comunque non ci sta e nel comunicato aggiunte: “Nella nota inviata da Libera si parla di squallide calunnie, lo squallore è quindi un’aggettivazione da usare ogni qualvolta si processa qualcuno senza un supporto probante. Sono tre anni che vengo squallidamente calunniato, anche la semplice presentazione di un libro, che dovrebbe essere un evento culturale, può diventare un pretesto per lanciare accuse contro la mia persone – Accuse – aggiunge il sindaco – molto gravi che creano un danno non solo alla mia immagine ma all’interno territorio che rappresento”. Per questo motivo De Rosa ha deciso di agire “per vie legali. Solo nelle sedi opportune – specifica – ognuno si assumerà le proprie responsabilità e risponderà dei danni morali e materiali. Personalmente – prosegue il sindaco – credo nella magistratura ed ho piena fiducia nel lavoro che svolge. Se davvero – conclude il sindaco – vogliamo portare avanti gli obiettivi che stanno riscattando il nostro territorio, lasciamo da parte i personalismi e lavoriamo per il bene comune”.

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