"Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo". 8 marzo, sciopero delle donne. Anche Capodrise travolta dall'ondata femminista

Domani, in Piazza Aldo Moro, dalle 14, l'occasione per scoprire e comprendere le ragioni della protesta che ha investito 40 paesi in tutto il mondo

Capodrise - L’hanno chiamata “The feminist wave”, l’onda nera e fucsia che si è propagata in 40 paesi nel mondo, in attesa di un otto marzo che, quest’anno assume forte i contorni della protesta femminista. E così, anche la città di Capodrise aderirà all’iniziativa della rete “NonUnaDiMeno”, con la manifestazione che vedrà esposti in Piazza Aldo Moro dalle 14,00 di domani, otto manifesti per ognuna delle ragioni di uno sciopero che servirà a protestare contro le disuguaglianze tra uomini e donne in ambito lavorativo e non solo.

“Se le nostre vite non valgono, non produciamo” recita il quarto punto. E così, per un giorno, quello che da calendario celebrerebbe per molti l’importanza della donna, il gentil sesso, che la società moderna mai ha reso così cazzuto, si ferma, sta a guardare una nuova forma di blocco della produzione e della riproduzione sociale. Fuori da ogni ritualità. Sulla scia dell’attivismo di Women’s March, il movimento americano responsabile delle proteste contro il presidente Donald Trump dello scorso 21 gennaio, sono numerosi i gruppi che in varie parti del pianeta e anche in Italia connoteranno nel segno della battaglia per i diritti, un otto marzo che più che festeggiare vuole solo ricordare, come ricorda lo slogan del movimento “NonUnaDiMeno”.

Il tema principale su cui si manifesterà in Italia è quello della violenza sulle donne, ma non sarà l’unico.Si parlerà, per esempio, della «trasformazione dei Centri Antiviolenza in servizi assistenziali» stabilita con un emendamento della Legge di Stabilità del 2015, che di fatto obbliga le donne che dopo aver subìto violenza decidono di rivolgersi al pronto soccorso ad avviare un percorso giudiziario.

Si parlerà di autonomia, di libertà di scelta, di formazione. “Quello dell’autonomia – è forse il punto su cui davvero bisogna lavorare in maniera più decisa” – spiega Giovanna Menditto, psicologa e attivista del movimento “Volontà Donna”, che insieme al Comune di Capodrise e al Centro Studi De Gasperi, è promotore della giornata di domani.

“E’ attraverso l’autonomia che la donna riesce a formarsi e a cambiare quella forma mentis nutrita da una cultura arcaica in cui tutto ruota intorno ad una società di tipo patriarcale – continua la Menditto – ragion per cui uscire da condizioni di vessazione psicologica e violenza fisica diventa a volte complicato”.

Alla giornata del ricordo e non della festa, Insieme alle attiviste di “Volontà Donna”, si uniranno le consigliere Giusy Pero, Antonella Marotta e Luisa D’Angelo

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