Video - Casal di Principe. "Federico Del Prete non è morto invano" il ricordo a casa Don Diana

Parlano i giovani studenti del Liceo Segrè e dell'Itc Carli, oltre al figlio Gennaro

Casal di Principe - Quindici anni dopo la morte di Federico Del Prete, venditore ambulante, sindacalista e uomo che si opposto al pagamento del pizzo, non può e non deve essere inutile. Ecco perché nel giorno della sua morte, avvenuta il 18 febbraio del 2002 a Casal di Principe per mano della camorra, ci si ferma ancora per ricordare non solo la figura di Del Prete, ma tutto quello che ha rappresentato un uomo, che ha saputo denunciare le angherie di chi aveva deciso di vivere estorcendo i soldi ai lavoratori.

In questo senso assume un peso specifico ancora maggiore la testimonianza dei giovani studenti dell’Itc Guido Carli di Casal di Principe e del Liceo Segrè di San Cipriano d’Aversa che hanno partecipato in mattinata al ricordo di Federico Del Prete, organizzato all’interno di Casa don Diana, bene confiscato alla camorra. L’appuntamento, a cui erano presenti anche i rappresentati provinciali di Libera e Comitato don Peppe Diana, oltre alle forze dell’ordine ed al questore della Provincia di Caserta ed la sindaco di Casal di Principe, è stato il momento per far parlare proprio i ragazzi; ovvero coloro che sono i protagonisti del presente e del futuro di un territorio. Dalla voce degli studenti sono state lette poesie e testi brevi per ricordare il sindacalista ucciso, ma anche per chiedere al mondo delle istituzioni di non rendere vano il sacrificio di Del Prete. Un uomo, che come ha ricordato anche il figlio Gennaro presente alla manifestazione, che “non è morto, perché i morti sono quelli che vengono dimenticati. Mio padre, invece, continua a vivere nelle azioni di tutti i rappresentanti dello stato e dei cittadini che sono la parte più importanti delle istituzioni”. Presente anche Tano Grasso dell’associazione Antiracket che ha ricordato la necessità di fare squadra e non “essere lasciati soli”.

 

Commenta su Facebook