"Anche qui sono passati i tedeschi!". Nella Giornata della Memoria, Bellona ricorda le 54 vittime dell'eccidio nazista del '43

La città e l'Istituto Alighieri ricorderanno la Shoah, la "tempesta devastante".In mattinata il gemellaggio con l'Istituto "S.Giovanni Bosco" di Portico

Bellona - 1943. Il Casertano è nei fuochi della guerra. Centinaia e centinaia i civili, gli innocenti, travolti dalla furia nazista, nel disperato tentativo della divisione corazzata Hermann Goring di impedire l’avanzata angloamericana verso Roma, dopo lo sbarco di Salerno. Il ricordo della guerra è affievolito. Ma non è scomparso, perché quegli anni, tra il 1943 e il 1945 hanno lasciato feriti insanabili e soprattutto morti.

In Terra di Lavoro, la follia nazista ha lasciato una scia di sangue che scorre e attraversa alcune delle sue parti più belle, Conca della Campania, Acerra, Caiazzo, Mondragone, Bellona, e tanti altri paesi sparsi su e giù per la statale Casilina, all’epoca unica grande arteria percorribile per raggiungere Cassino e Roma.

Un percorso fatto di steli e croci, a ritroso in un passato che ci riporta in una Shoah campana e casertana, fatta di raffiche di mitra e deportazioni, vittime innocenti, civili senza armi, il cui sacrificio la memoria nazionale ha talvolta dimenticato.

L’eccidio di Bellona

«Umili donne, ritornate alle loro povere case, in villaggi vissuti sempre in pace, ci dicono semplicemente, con gli occhi di desolazione: “Anche di qui sono passati i tedeschi”. – Ed è come se dicessero che è passata la distruzione, la furia vandalica dell’essere più malvagio».*

E’ l’esordio di un articolo pubblicato sul numero domenicale della Gazzetta del Mezzogiorno del 7 Novembre 1943, esattamente un mese dopo la barbara uccisione di 54 persone a Bellona, in quella che fu poi ribattezzata la “Cava dei martiri”. Cinquantaquattro innocenti morti per mano tedesca, per una rappresaglia che aveva l’obiettivo di punire l’uccisione di un tedesco contro il quale alcuni cittadini avevano scagliato le loro bombe a mano, per difendere un gruppo di donne assalite con violenza dai soldati tedeschi.

Sull’epigrafe riportata sulla stele commemorativa della strage, nel comune di Bellona, campeggiano le parole che Benedetto Croce dedicò alle 54 vittime innocenti di Bellona, il cui significato, paradossalmente, sembra acquistare valore, quanto più lontano diventa quel maledetto ’43. Croce comprese benissimo che i fatti di Bellona erano storia e memoria nazionale ed europea perché contestualizzati all’interno di una dimensione non solo locale, ma tanto ampia da comprendere l’insieme dei crimini nazisti compiuti in Italia.

Croce lo comprese bene e scriveva così: “Anche in questa piccola terra sorge una delle innumeri stele che in ogni parte d’Europa segneranno nei secoli il grido dell’offesa umanità contro una gente ritenuta amica nell’opera del civile avanzamento e nella quale orrenda si è discoperta armata di tecnica moderna la belva primera “[…]

La giornata della Memoria – A Bellona il ricordo della strage

il 27 gennaio, nella Giornata della Memoria, la città di Bellona ricorderà la Shoah, "la tempesta  devastante" (questo è il significato del termine ebraico) che con la sua furia spezzò le vite dei suoi 54 concittadini il 7 Ottobre 1943. Il 27 gennaio diventa, per questo un momento di raccolta anche per l’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”. Un giorno nel quale i docenti e il personale tutto dell’istituzione scolastica invitano gli studenti e i cittadini al ricordo di una tragica stagione che ha caratterizzato la storia del ‘900 in Europa. In mattinata è previsto il gemellaggio con l’Istituto Comprensivo “S. G. Bosco” di Portico. Gli studenti delle due scuole secondarie di primo grado,guidati dal sindaco della città di Bellona Filippo Abbate, dal Presidente A.N.F.I.M. prof. Vincenzo Carbone e dai Dirigenti Scolastici, saranno protagonisti nella deposizione delle corone in Piazza Umberto I e al Sacrario dei 54 Martiri per superare ogni forma di indifferenza e ricordare non solo i 54 martiri della rappresaglia nazista del 7 ottobre 1943 ma anche tutte le vittime innocenti delle guerre passate e attuali.

Nella stessa mattinata nel plesso di scuola secondaria di primo grado, in piazza Dante Alighieri, verrà inaugurata la personale dell’artista napoletano Gino Quinto dal titolo "Non uccidere!". La mostra resterà aperta nel pomeriggio e resa fruibile a tutti, nell’ottica di una scuola che si propone come agenzia culturale aperta al territorio.

 

 

*Fonte: Giovanni Giudicianni, Voci nella storia. Vicende e testimonianze della strage nazista di Bellona, edito da Piccola Editalia

 

 

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