Antica Capua. Polemica sui numeri, accuse alla funzionaria che ribadisce "paganti, prima volta oltre i 20mila"

Il record del 2014 (con oltre 52mila visitatori) sarebbe "pompato" dagli spettatori ai concerti: questione questa sulla quale si tornerà

Santa Maria Capua Vetere - «I dati del Mibact smentiscono in toto le dichiarazioni del funzionario sull’affluenza di visitatori nell’anno 2016» questa l’accusa mossa da un gruppo di attivisti sammaritani alle dichiarazioni di Ida Gennarelli, funzionario dei Beni Culturali di Santa Maria Capua Vetere. Con 41.429 visitatori, secondo la classifica pubblicata dal Ministero dei Beni Culturali, il circuito archeologico composto da "Anfiteatro Campano, Mitreo e Antiquarium e Museo Archeologico dell'Antica Capua" si posiziona al 98esimo posto nella classifica nazionale del 2016 ed è l’unico sito della provincia dopo la Reggia a comparire tra le prime 100 posizioni. L’accusa degli attivisti sammaritani è riconducibile «ad un ingiustificato atteggiamento positivo rispetto a un numero che risulta essere più basso di quello degli anni scorsi ed in particolare del 2014, anno in cui il numero di visitatori ha raggiunto quota 52.068». 

«Non si può etichettare l’importanza di un sito tramite un dato meramente numerico. La differenza con il 2014 - ha sottolineato la Gennarelli - anno record per numero di visitatori, sta tutta nelle presenze di visitatori gratuiti degli eventi finanziati dalla Regione Campania che non si sono svolti nel 2016. Negli ultimi anni c’è stato un incremento dei visitatori autentici, non legati ad alcuna promozione o evento». 

Secondo il funzionario eventi come «Invadeteci, sotto il cielo di Spartaco» e «La città sotto la città», realizzati dall'Assessorato al Marketing Territoriale del Comune e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, hanno contribuito a un ritorno d’immagine importante per la valorizzazione del sito archeologico e della città stessa e con una crescita esponenziale degli ingressi nei siti archeologici grazie ad artisti di fama nazionale come Alex Britti, Nek o Mario Biondi. Questi eventi hanno un peso rilevante nel salto dai 20.170 visitatori del 2009 ai 52.068 del 2014, anno in cui la città di Santa Maria Capua Vetere ha raggiunto il numero di visitatori più alto di sempre ma, ritornando alle prime dichiarazioni della Gennarelli «adesso parliamo di visitatori consapevoli». 

A muovere accuse nei confronti delle affermazioni della Gennarelli anche Giuseppe Casillo, presidente dell’Associazione «Amici dell’anfiteatro campano»: «Al contrario di quanto afferma Ida Gennarelli c’è una falsa crescita del numero di visitatori, soprattutto se si analizzano i dati relativi ai paganti cioè ai veri cultori dell’arte che è diminuita, nel caso dell’Anfiteatro Campano, con la nascita del ristorante «Amico Bio». La nostra associazione sta portando avanti un progetto di valorizzazione concreto attraverso l’istituzione di un comitato tecnico per candidare l’Anfiteatro Campano come patrimonio Unesco».

I numeri del Mibact, secondo il funzionario Gennarelli, sono da leggere positivamente alla luce della mancanza di eventi musicali e a una quasi totale assenza di eventi finanziati con soldi pubblici: «Ciò non toglie che l’obiettivo che ci poniamo per quest’anno è il recupero di grandi eventi. Proprio per questo, tra le altre cose, stiamo lavorando per ripristinare l’accessibilità dell’arena dell’Anfiteatro Campano. Per la prima volta nel 2016 – conclude la Gennarelli – il numero  dei visitatori paganti ha superato la soglia dei 20mila». 

Secondo i dati forniti dal botteghino che, stando a quanto riportato dal consorzio che lo gestisce potrebbero differire minimamente da quelli del Sistan (l’ufficio di statistica degli enti pubblici), i visitatori paganti del 2016 sono stati 20.247 rispetto ai 18.646 del 2015 e i 18.506 del 2014.

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