Riqualifica dei Regi Lagni e balneazione, confermato il finanziamento regionale

Approvato il decreto per avviare i lavori a 5 impianti depurazione in Campania

Napoli - Nuovo impulso agli impianti di depurazione in Campania. Con un decreto dirigenziale la Regione Campania ha confermato gli investimenti per potenziare cinque impianti di depurazione, tra cui ci sono anche quelli di Castel Volturno e Marcianise, oltre a quelli di Napoli Nord, Acerra e Cuma. Strutture di estrema importanza, il cui funzionamento si interseca grazie al canale dei Regi Lagni: una serie di canali che raccolgono acque piovane e sorgive e che si estende per 56 chilometri attraversando la foce del Volturno ed estendendosi per 110 mila ettari, lambendo il litorale domizio e altre zone del casertano. Con il nuovo decreto la Regione ha confermato l'investimento di quasi 200 milioni di euro per apportare interventi di «adeguamento e rifunzionalizzazione dei cinque impianti di depurazione». Il progetto, diviso in due fasi, sarà finanziato grazie ai fondi Fondi europei per lo sviluppo regionale ed è inserito all'interno dei grandi progetti che la Regione Campania intende realizzare sul territorio. In particolari si andrà ad agire sugli impianti di filtraggio tra cui quello della Foce Regi Lagni, che è già stato oggetto di intervento da parte dell'amministrazione regionale, con il presidente Vincenzo De Luca che ad agosto scorso fece visita all'impianto dopo la riattivazione della griglia che filtra le impurità provenienti da canali di recupero che confluiscono poi in mare. Grazie al potenziamento de cinque impianti si potrà puntare ad un risanamento ambientale dei Regi Lagni, facendo - come scrive Il Mattino - particolare attenzione agli interventi di depurazione e fognatura. In questo contesto i lavori per il recupero dei depuratori entra in sinergia con gli altri grandi progetti ambientali della Regione, come quello del miglioramento della balneabilità del litorale domizio. Non è un caso che proprio durante la sua visita ad agosto scorso il governatore De Luca aveva confermato la volontà di trasformare il litorale casertano nella «Romagna del Sud Italia». Un impegno che passa necessariamente con la riqualifica degli impianti di depurazione, utili per il filtraggio delle acque che provengono dai canali di scolo del casertano e che non sempre hanno garantito un funzionamento adeguato. Spesso, infatti, ci si è trovati ad avere a che fare con un andamento a rilento delle strutture che ha determinato una mancata depurazione, con inevitabile conseguenza per la pulizia del mare che ha influito anche sulla balneabilità e quindi sul turismo. Il funzionamento ridotto degli impianti, con il conseguente inquinamento del mare, ha portato nel tempo anche ad una serie di proteste da parte dei gestori di stabilimenti balneari, l'ultimo registrato proprio la scorsa estate durante la vista di De Luca. 

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