560 km a piedi, il viaggio di Filippo e Monica fa tappa all'Anfiteatro

Attimi di riposto a Santa Maria Capua Vetere per l'intraprendente coppia che, partita da Brindisi, arriverà a Roma percorrendo l'Appia Antica

Santa Maria Capua Vetere - Quattro regioni, 560 chilometri, 366 miglia romane.

Un percorso lungo mesi quello di Filippo e Monica che ad agosto dello scorso anno hanno intrapreso il viaggio lungo la via Appia Antica, la strada che collegava Roma a Brindisium, l’attuale Brindisi. L’Appia, costruita tra il IV e il III secolo avanti Cristo, era considerata dai romani la "regina viarum" ovvero la regina delle strade ed era per l’epoca, una delle più grandi opere del mondo antico.

Assessore al Turismo del comune di Apice lui, avvocato di Benevento lei hanno iniziato un viaggio che li ha condotti dalla città pugliese fino a Benevento, passando per la Lucania.

Il 5 gennaio Filippo e Monica hanno raggiunto la città di Santa Maria Capua Vetere, che si trova a poco più di metà dell’intero percorso, fermandosi a visitare l’Anfiteatro Campano prima e il museo dell’Antica Capua poi.

Nel museo è temporaneamente ospitata una mostra che raccoglie foto, documenti e testimonianze su chi prima di Filippo e Monica ha intrapreso questo percorso facendone un libro: Paolo Rumiz.

Ed è proprio “Appia” il libro del giornalista e scrittore che ha ispirato viaggio della coppia: “A giugno è uscito il libro e ad agosto eravamo Brindisi per cominciare il viaggio, percorrendolo al contrario”. Con loro, a guidarli nelle bellezze di Santa Maria Capua Vetere l’assessore Marinella Giuliano.

“Siamo passati qui diverse volte per lavoro, ma percorrendola a piedi è come se l’avessimo riscoperta sotto una luce nuova” spiegano Filippo e Monica.

Ed il senso del loro cammino è proprio quello di riscoprire i luoghi sotto una diversa prospettiva, che è quella dell’accoglienza, della condivisione.

E’ stato il cammino di Santiago che hanno fatto nel 2015 ad aprire loro una visione diversa, cercando di riportarla nelle nostre terre: “Anche qui sarebbe possibile ricreare una situazione del genere con migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Per farlo però c’è bisogno di aprirsi e di creare una rete di solidarietà nei confronti del pellegrino attraverso una rete di comuni per la valorizzazione del territorio creando le condizioni per rendere il percorso agevole e adatto alla famiglia con figli come al pensionato e garantendo strutture con prezzi ridotti per rendere accessibile il cammino a chiunque abbia voglia di intraprenderlo e per farlo diventare, come obiettivo finale, un itinerario turistico”.

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