Saldi 2017, in Campania si parte il 5 gennaio

Alcune regole a tutela dei consumatori. La Confesercenti Campania: "Si spenda nei negozi storici sotto casa, quelli che assicurano, conseguentemente, anche pulizia e sicurezza nelle strade"

Campania - Saldi di fine stagione al via! Alcune regole: sulla merce in saldo deve essere indicato in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita (i due prezzi originario e scontato e la percentuale di sconto); in caso di vizi o mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto, anche in occasione dei saldi il commerciante deve sostituire la merce. Se il commerciante nel resto dell'anno accetta assegni, carta di credito e bancomat è tenuto ad accettarli anche durante i saldi di fine stagione. Infine, ricordate che le date dei saldi sono regolamentate da precise leggi regionali e/o comunali e comunicate di stagione in stagione. In Campania partiranno il 5 gennaio.

La polemica. "I commercianti sono infuriati, i saldi dovevano partire il 2 gennaio come ogni anno ma la Regione ci ha abbandonati". Lo afferma Giuseppe Giancristofaro, presidente di Federmoda Napoli, associazione affiliata a Confcommercio, portavoce della protesta dei commercianti per la partenza degli sconti decisa quest'anno per il 5 gennaio nonostante la presenza di turisti rappresentasse una ghiotta occasione. "Oggi - spiega Giancristofaro all'ANSA - moltissimi clienti si sono recati nei negozi pensando ci fossero i saldi e ci siamo trovati in difficoltà a spiegare loro che quest'anno la partenza è stata stabilita al 5 gennaio. Tre giorni inutili, in cui non venderemo nulla". Giancristofaro accusa la Regione: "In sede di conferenza Stato-Regioni la Campania ha aderito quest'anno alla partenza dei saldi dal 5 gennaio a differenza di altre regioni come Sicilia e Basilicata, che hanno confermato la partenza il 2. Eppure avevamo anche scritto all'assessore Lepore, sin dalla fine dell'estate ma non ci ha mai risposto".

Giovedì 5 gennaio anche in Campania partono i saldi 2017, che proseguiranno sino al 2 marzo. Lo studio di Confesercenti rileva che i saldi, in base alle intenzioni di acquisto degli italiani, possono valere potenzialmente oltre 4,9 miliardi di euro di consumi, per una spesa media di circa 330 euro a famiglia. Con riferimento alla Campania si parla di una stima di 250 milioni di euro di spesa, una grande opportunità per dare ossigeno alle aziende in perenne crisi economica. «L’invito che lanciamo ai consumatori – spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania – è di spendere nelle attività commerciali sotto casa, in modo da evitare un tracollo già in atto. Ogni giorno chiudono 16 attività commerciali, 25496 in tutta Italia nel 2016: un dato tragico che avrebbe come conseguenza accessoria anche un progressivo svuotamento dei centri storici. Senza negozi e attività commerciali i Comuni incasserebbero meno tasse e questo porterebbe a non poter garantire sicurezza, pulizia e servizi nei quartieri cittadini. Una serie di effetti a catena che bisogna evitare tornando a spendere nei negozi sotto casa, a partire dai saldi. Diversamente da qui a 10 anni non avremo più attività commerciali nei centri abitati che saranno desolatamente svuotati. Ci sono nuove start up che tendono tuttavia a chiudere nel giro di tre anni. Si spenda nei negozi storici sotto casa, quelli che assicurano, conseguentemente, anche pulizia e sicurezza nelle strade».  

I saldi, dunque, come occasione per fermare questa emorragia di imprese tendenti al fallimento. «Una grande opportunità, se si considera che dal 2011 ad oggi nel commercio in Italia ci sono stati 26 miliardi di euro di fatturato in meno. Le nostre imprese – sottolinea Schiavo - vanno avanti incassando di meno e nonostante un aumento negli ultimi 5 anni, da un 10% sino al 38%, dei costi dei fitti, del costo della forza-lavoro, del Fisco, dei tributi locali e di gestione con utenze rincari più alti d’Europa».

Intanto qualche segnale positivo c’è:  i dati che emergono dal Cenone di Capodanno in Campania sono confortanti. Dopo Lombardia e Lazio la nostra regione è la terza in quanto a spese per l’ultimo giorno del 2016, con una crescita per famiglia salita del 13% (nel resto d’Italia del 9%), dagli 87 euro del 2015 ai 101 attuali. «Sotto questo punti di vista c’è fiducia e una ventata di ottimismo – sottolinea Vincenzo Schiavo – non solo per l’aumento della spesa ma per come si è speso. Salmone a parte gli italiani, e i campani in particolare, hanno acquistato molto di più prodotti artigianali a denominazione d’origine controllata, i vini nostrani e le altre produzioni locali. Sette italiani su dieci, campani compresi, hanno deciso di restare in Italia, con il 3% restante che ha scelto Austria e Spagna come mete estere. Il 13% dei napoletani ha passato il Cenone in ristoranti in città, con un flusso economico che, dunque, è rimasto sul territorio, tra la spesa nei prodotti tipici e nei ristoranti cittadini».

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