Ecoballe a Villa Literno, il punto sui trasferimenti: rifiuti in Portogallo

Al momento sono state smaltite 7 mila tonnellate di spazzatura

Villa Literno - Settemila tonnellate di rifiuti stipati in balle smaltite da giugno alla fine di novembre, questo il risultato ottenuto fino ad ora dalla Vibeco società che si sta occupando di svuotare alcuni lotti di ecoballe presenti all'interno della discarica di Lo Spesso a Villa Literno. Mentre giovedì a Marcianise il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha festeggiato lo svuotamento del primo sito di ecoballe a Villa Literno c'è ancora tanto lavoro da fare. Le differenze tra i due cantiere sono palesi, basti pensare che a Marcianise c'erano poco meno di 19 mila tonnellate di rifiuti, mentre a Villa Literno bisogna portar via 200 mila tonnellate di spazzatura imballata che sono comunque solo una parte del quantitativo totale che ammonta a 2 milioni di tonnellate. Una quantità che aumenta ancora di più se si aggiungono anche i rifiuti presenti nella vicinissima discarica di Taverna del Re di Giugliano, posta al confine con quella di Villa Literno, dove ci sono altri 3 milioni di tonnellate di ecoballe. «Nella fase iniziale dei lavori abbiamo dovuto fare i conti con la necessità di avere i permessi, da ottobre in poi siamo entrati in una fase operativa» dice Massimiliano Uboldi responsabile di cantiere della Vibeco che si occupa dell'area di Villa Literno. Al momento i rifiuti vengono trasportati all'estero e «precisamente in Portogallo» dice Uboldi per questo «bisogna attendere i permessi e la disponibilità della nave prima di poter far uscire i mezzi». Sarebbero queste le motivazioni, secondo la ditta che ha vinto il bando emanato dalla Regione Campania, per cui il flusso di camion in alcuni giorni è ridotto: «Quando la nave - precisa il responsabile a Il Mattino -  è attraccata possono uscire anche venti mezzi al giorno, mentre in altri casi il transito è inferiore». Nelle prossime settimane i rifiuti continueranno ad essere trasferiti all'estero, mentre in precedenza sono stati trasportati in strutture del Nord Italia in impianti autorizzati per il recupero dei rifiuti nei territori di Lainate, Como, Torino e Pavia. In questa fase che va dal prelievo alla consegna i rifiuti vengono «sottoposti ad una serie di controlli» sia da parte dell'azienda, oltre che di Arpac e della struttura che li accoglie. Fino ad ora non ci sono «stati problemi» precisa Uboldi, ma le verifiche, anche quelle radiometriche, andranno avanti fino alla fine delle attività che scadranno a fine novembre del 2017.

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