Reggia di Carditello: dalla fanfara alla visita dei ministri, scatta l'ora del riscatto

Franceschini ha assicurato: "Sono pronti altri 5 milioni di euro per il completamento del restauro"

San Tammaro - Non una passerella elettorale e ancor meno una semplice e salutare passeggiata all’aria aperta tra il rigoglioso verde di Terra di Lavoro e il crepitio degli zoccoli dei cavalli. Quella di sabato, al Sito Reale di Carditello, nelle campagne di San Tammaro, è stata una vera e propria celebrazione. Il pensiero che ha maggiormente riecheggiato nella sala che ha ospitato il convegno mattutino dal tema: “Carditello, sito reale verso la cultura e la legalità: strategie di recupero e valorizzazione di un bene comune”, è stato quello del riscatto. “Parole importanti suffragate da azioni tangibili che hanno tenuto lontano l’equivoco dell’opportunità politica – ha sintetizzato il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino, senza nascondere l’entusiasmo per i risultati ottenuti dopo anni di battaglie -. Questo è il momento del riscatto come liberazione e affrancamento. E’ da qui che si riparte e lo facciamo insieme alla Fondazione per Carditello e alle istituzioni centrali che hanno fornito prova di concreto impegno, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Occorre andare avanti e proseguire in maniera determinata su un percorso ormai tracciato e inarrestabile – ha concluso il primo cittadino che ha aperto il convegno con i saluti della cittadinanza ricordando, Eva Dello Nigro, l’eroina della seconda guerra mondiale, ultima nata tra le mura di Carditello”. La fattoria settecentesca rinasce anche come esempio di buona pratica amministrativa, ha rilevato anche Dario Franceschini, ministro al Mibact, che non ha mancato di ringraziare il suo predecessore, Massimo Bray, per l’azione terminata con l’acquisizione del sito reale, a bene dello Stato. Parole di ringraziamento sono andate anche alla neonata Fondazione e al suo presidente, Luigi Nicolais, per l’intenso lavoro svolto nel breve tempo dal suo insediamento. Dario Franceschini ha voluto ricordare anche la figura di Tommaso Cestrone, L’angelo di Carditello, la cui opera ha scosso le coscienze e focalizzato l’attenzione sulla dimenticata fattoria borbonica. Il ministro ha anche aggiunto: “Sono pronti altri 5 milioni di euro per il completamento del restauro”. Per Dario Franceschini, Carditello, come nei piani d’indirizzo, deve tornare a essere un luogo d’eccellenza, con l’allevamento della pregiata razza equina del Persano. La vera sfida lanciata dal ministro in carica, però, sta nella necessità di inserire la tenuta borbonica di campagna insieme alla Reggia di Caserta, diretta da Mauro Felicori presente alla cerimonia, in un unico circuito turistico internazionale, insieme alle altre residenze borboniche. Alle sue parole hanno fatto eco quelle del ministro alle politiche agricole e forestali, Maurizio Martina, che ha posto l’accento sull’importanza di riabilitare l’inclinazione dell’intero comprensorio: “Con Franceschini e le autorità locali stiamo lavorando per il rilancio della Reggia di Carditello. A tale scopo l'agricoltura avrà un ruolo importante, anche per il territorio circostante, che ha sempre avuto una vocazione agricola”. Parole vere, quelle di Martina, che mirano, evidentemente, ad affrancare quest’area dalle tante speculazioni che hanno creato non poco disagio alle aziende agricole del territorio, le cui eccellenze sono riconosciute ovunque. Carditello, quindi, come volano di economia, cultura e legalità. A testimonianza di questo profilo la firma dell’accordo tra la Fondazione Real Sito di Carditello, la Federico II e la Sun. L’intesa è stata siglata durante la mattinata dal professor, Luigi Nicolais, e dai Magnifici Rettori, Gaetano Manfredi e Giuseppe Paolisso. “La Federico II – ha spiegato il rettore Manfredi – è l’erede delle due grandi scuole borboniche: quella di agraria e quella di veterinaria. Siamo anche gli eredi delle collezioni e dei musei storici e di un grandissimo patrimonio culturale che riteniamo giusto riportare in questo sito attraverso una serie di attività dei nostri studenti. Stabiliremo anche una residenzialità permanente per i nostri stage internazionali, con cui vogliamo contribuire a dare vita a questo splendido luogo che è anche un luogo della nostra storia”. Il Rettore, Giuseppe Paolisso, ha evidenziato l’intenzione, grazie all’accordo appena firmato di: “E’ per noi un onore partecipare con i due dipartimenti che sono maggiormente coinvolti: quello delle scienze ambientali e quello dei beni culturali. Per la nuova governance dell’Ateneo – ha concluso Paolisso -  il connubio tra cultura e legalità, del resto, rappresenta una delle nostre missioni in generale ma più in particolare per questo territorio”. Una joint venture, che ha positivamente sorpreso la gremitissima sala del convegno. Di cultura e legalità hanno parlato anche il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, citando i dettati della Carta Costituzionale e sostenendo come questa sia l’unica via per la crescita del territorio, in sinergia con le istituzioni locali e centrali. Dello stesso avviso il Comandante Generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, che ha posto l’accento su come, la presenza permanente a Carditello del reparto a cavallo, possa di certo favorire quest’aspetto, soprattutto grazie alle competenze acquisite con l’accorpamento dei reparti del disciolto Corpo Forestale dello Stato, in materia di tutela ambientale.  Di “momento solenne”, ha parlato il professor Nicolais, con riferimento alla giornata, agli impegni presi e agli obiettivi finora raggiunti. Se quella di sabato doveva rappresentare il biglietto da visita, si può di certo affermare, senza tema di smentita, che la Fondazione si presenta sotto i migliori auspici. L’impeccabile organizzazione che ha visto impegnati i suoi delegati, ha dato luogo a un momento davvero solenne nella storia moderna del Real Sito di Carditello.  A completare lo splendore della mattinata, il numerosissimo pubblico che ha assistito all’evento, “Cavalli e Cavalieri”, dove il Persano, per la prima volta dopo oltre 150 anni, è tornato a galoppare sul prato che lo vide nascere. Le esibizioni dell’alta scuola italiana di equitazione, che si spera possa stabilirsi a Carditello, è stata seguita dall’applauditissima esibizione del, 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo con Fanfara. 

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