Caporalato: quasi 20 mila irregolari nel casertano, Campanile (Cgil): "Intensificare i controlli"

Il segretario provinciale avverte: "Attenti anche alle zone grige del lavoro"

Caserta - Quasi ventimila lavoratori irregolari solo in provincia di Caserta. Il comparto agricolo è forse uno dei settori dove maggiormente si sente la presenza dello sfruttamento. Il caporalato è un fenomeno che da anni attanaglia la provincia ed a cui potrebbe essere messo un freno grazie alla legge sul caporalato che prevede fino ad 8 anni di galera per i ‘caporali’ oltre al sequestro di beni.

Sulla questione è intervenuto anche Pasquale Campanile, segretario della Flai Cgil Caserta che dice: “La legge può essere sicuramente un ulteriore deterrente per cercare di risolvere un problema molto avvertito soprattutto in zone come Villa Literno, Mondragone e Parete”. Basta fare un giro all’alba, o quando il sole non è ancora alto intorno alle 5 del mattino, per incontrare centinaia di stranieri (principalmente dell’Est Europa ed Africani) in cerca di lavoro fermi alle rotonde o in qualche luogo di ritrovo prestabilito. Qui il caporale di turno passa, carica i lavoratori che nella maggior parte dei casi, lavoreranno per almeno 10 ore al giorno per massimo 20-25 euro di paga. Una situazione di sfruttamento disumana, se si aggiunge che in molti casi questi lavoratori non possono andare in bagno quando hanno l’esigenza, oppure devono provvedere da soli al pasto, decurtando altri soldi da quello che guadagnano.

La legge sul caporalato, dunque, può rappresentare una svolta per far diminuire il fenomeno: “Le forze dell’ordine stanno già facendo un gran lavoro, ma ora bisogna intensificare ancora di più i controlli” dice Campanile che sottolinea anche come sia importante puntare non solo alla scoperta del lavoro in nero, ma anche di quello in ‘grigio’. Ovvero quella fascia di lavoratori che viene messa sotto contratto per pochi giorni, ma lavora nelle campagne per mesi interi.

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