Località Santa Croce: Impianto per rifiuti speciali. Teano grida "No"

"La nostra città deve continuare a respirare aria pulita" - il grido di attivisti e cittadini

Teano - Un impianto di 51.000 mq. Una portata quotidiana media di 1306 tonnellate di rifiuti. 44 camion in entrata e uscita tutti i giorni. Il “mostro” di Teano è un impianto di smaltimento di rifiuti speciali che la GE.S.I.A. Spa vuole realizzare in località Santa Croce, nell’area ex Isolmer, a ridosso di una delle principali arterie di ingresso al centro sidicino.

“La nostra città deve continuare a respirare aria pulita” -  il mostro incombe e Teano si difende. Prima con la petizione “Teano Pulita”, sottoscritta da più di mille cittadini, e poi con un corteo lungo, sentito. Da Piazza Sperandeo fino al cuore della città, Teano, ieri, ha scandito la sua marcia dietro la bandiera del Comitato “No Imp”, al passo dei trattori, gli stessi che nelle aree limitrofe al sito individuato per la discarica, lavorano la terra coltivata a nocciole e ulivi. Come Antonio Caparco, che di mestiere fa l’agricoltore e da presidente guida la battaglia dei “No Imp”.

“No” lo hanno gridato in molti. I bambini, gli attivisti, il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone, l’ex sindaco Mario Toscano, la coordinatrice del Forum Giovani Arianna de Pari, la capogruppo di maggioranza Adele Passaretti, le delegazioni di Calvi Risorta, Pietramelara, Riardo, Rocchetta e Croce, i giovani del Pd, il gruppo de I Liberi, la Pro loco e la Coldiretti.  E alla fine anche il sindaco, Nicola Di Benedetto, che si è detto pronto a votare per il “no”.

Dietro un’unica bandiera, Teano, insomma, ha risposto presente di fronte all’apertura di uno scenario che vedrebbe – secondo il comitato – non solo il rischio di contaminazione irreversibile delle aree coltivate in caso di possibile guasto alla rete di scarico, ma la preoccupante giacenza di rifiuti industriali, derivanti dalla bonifica dei siti contaminati. A questo si aggiungerebbe il pericolo di una rete viaria e di infrastrutture non adeguate ad accogliere la mole di rifiuti trattati. 

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