Terra dei fuochi: il test su 5000 persone per capire come ci si ammala

Diramato l'elenco dei comuni ad alto, medio e basso impatto. Il progetto si chiama "Spes" (acronimo di esposizione della popolazione suscettibile)

Campania - Una ricerca-test per studiare e monitorare gli effetti dei rifiuti tossici e dei roghi sulla popolazione residente in Campania. Lo realizzerà la Regione su 5mila persone attraverso una campagna di comunicazione per reclutare la popolazione da sottoporre allo screening. Il progetto si chiama “Spes” (acronimo di esposizione della popolazione suscettibile). L’obiettivo prioritario è valutare la relazione tra inquinanti ambientali (Metalli pesanti, Ipa, Pcb, diossine) e salute in Campania, misurando in maniera sistematica biomarcatori di esposizione, di effetto o danno nei fluidi biologici, al fine di verificare eventuali differenze di rischio e/o di salute fra residenti nelle diverse aree territoriali campane. La situazione ambientale dell’area riguardante la Terra dei Fuochi è peculiare e complessa: la presenza di siti contaminati, lo scarso stato qualitativo dei corpi idrici, le pratiche di smaltimento illegale dei rifiuti e la combustione incontrollata di sversamenti illeciti, rende molto complessa l’identificazione della popolazione esposta oggetto dello studio. E’ verosimile che la popolazione residente nei comuni di tale area sia stata sottoposta, nel corso degli anni, ad un effetto combinato di diversi fattori: stile di vita (fumo, alimentazione squilibrata), attività professionale e inquinamento delle diverse matrici ambientali. In tale popolazione, l’effetto combinato di questi fattori provoca un aumento della suscettibilità alle patologie cronicodegenerative. E’ riconosciuto, inoltre, che l’effetto combinato dei diversi fattori di rischio non ha le stesse conseguenze sulle persone, anche se appartenenti al medesimo gruppo familiare, in quanto esiste una specifica risposta individuale (genetica) al danno. Alcuni individui, infatti, possiedono capacità di resistere ai danni subiti (come aberrazioni cromosomiche, mutazione geniche) più sviluppate rispetto ad altri ovvero maggiori capacità di riparare i danni mediante riparazione del Dna, attività immunologica, ecc. Individuare in una determinata popolazione sia biomarcatori di esposizione (contaminanti ambientali) che quelli di danno/effetti (ossidativi, epigenetici, metabolomici, immunologici, ecc. ecc.) ci permetterà di valutare anche il ruolo di marcatori di suscettibilità/funzionali (in particolare mutazioni/polimorfismi di geni del riparo del Dna, condizioni virologico-immunitarie) che integrati fra loro possono dare una misura affidabile di rischio biologico per la salute.

Le aree di studio saranno tre: Alto, Medio e Basso impatto.

L’area ad alto impatto comprende una parte consistente di territorio delle province di Napoli e Caserta tra cui l’intera zona del Nolano, estendendosi sulla piana del Volturno-Regi Lagni, la piana ad oriente di Napoli, Campi Flegrei, Somma Vesuvio e parte della piana del Sarno. Tale area è caratterizzato da zone fortemente antropizzate, uno scarso stato dei corpi idrici sotterranei e numerosi superamenti delle Csc dei campioni di suolo analizzati. Inoltre in riferimento a ques’area, si evince la presenza di numerosi siti potenzialmente contaminati o contaminati ai sensi del D. Lgs. 152/2006 che denota un elevato indice di pressione ambientale.

L’area a medio impatto, si estende sulle province di Napoli, Salerno ed Avellino, tra la piana del Sarno e la piana Solofra-Cavaiola, caratterizzate da uno scarso stato dei corpi idrici sotterranei e dal superamento di diverse CSC dei campioni di suolo analizzati. Inoltre, nei comuni avellinesi di Montoro e Solofra è stata riscontrata anche la presenza di composti alogenuri organici in falda, con concentrazioni molto elevate, superiori alle Csc.

L’area a basso impatto, ricadente prevalentemente nella provincia di Salerno, tra la zona costiera dell’Alento e l’area interna dell’alto Sele-Tanagro, è caratterizzata da un buono stato dei corpi idrici sotterranei, una bassa presenza di superamenti delle CSC nei suoli analizzati ed un basso tasso di antropizzazione. Inoltre tutte le attività condotte nell’ambito del piano Campania Trasparente confermano tale situazione.

Le aree che presentano lo stesso Indice di Rischio potenziale ad alto impatto riguardano 114 comuni campani: Acerra, Afragola, Arzano, Boscoreale, Boscotrecase, Brusciano, Caivano, Calvizzano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Castello di Cisterna, Cercola, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Crispano, Ercolano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Grumo Nevano, Liveri, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Massa di Somma, Melito di Napoli, Napoli, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pomigliano d’Arco, Portici, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Paolo Bel Sito, San Sebastiano al Vesuvio, San Vitaliano, Sant’Anastasia, Sant’Antimo, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Torre del Greco, Trecase, Tufino, Villaricca, Visciano e Volla per la provincia di Napoli; Aversa, Calvi Risorta, Cancello e Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castelvolturno, Cesa, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Grazzanise, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta d’Atella, Parete, Pastorano, Pignataro Maggiore, Portico di Caserta, Recale, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Prisco, San Tammaro, Sant’Arpino, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sparanise, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno e Vitulazio per la provincia di Caserta.

L’area a medio impatto comprende 23 comuni: Montoro e Solofra nella provincia di Avellino; Castellammare di Stabia, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità e Torre Annunziata nella provincia di Napoli; Angri, Calvanico, Castel San Giorgio, Fisciano, Mercato Sanseverino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Scafati e Siano nella provincia di Salerno.

Nell’area a basso impatto ci sono 31 comuni: Calabritto, Caposele e Senerchia ricadenti nella provincia di Avellino; Agropoli, Ascea, Buccino, Casal Velino, Castellabate, Castelnuovo di Conza, Centola, Colliano, Contursi Terme, Laureana Cilento, Laviano, Montecorice, Ogliastro Cilento, Oliveto Citra, Palomonte, Perdifumo, Pisciotta, Pollica, Ricigliano, San Gregorio Magno, San Mauro Cilento, San Mauro la Bruca, Santomenna, Serramezzana, Sicignano degli Alburni, Stella Cilento, Torchiara e Valva nella provincia di Salerno.

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