Reggia di Caserta, la Cisl si difende: “Renzi ha offeso tutti i lavoratori, questa è terra di lacrime”

La Cisl prende le distanze dagli altri sindacati e critica le parole utilizzate da Renzi

Caserta - "Renzi dovrebbe pensare a fare qualcosa di concreto per questa provincia, terra di lacrime, non terra di pacchia. Il polverone sollevato ci offende, offende tutti i lavoratori onesti: la generalizzazione non produce cambiamenti”. Il segretario generale della Cisl di Caserta, Giovanni Letizia, durante la conferenza stampa indetta dal sindacato questo pomeriggio, è furioso. La risposta è alle polemiche alimentate anche dal premier Renzi in seguito a una nota inviata da alcune sigle sindacali (Ugl - Intesa, Uil, Usb) in cui si diceva che il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, si trattiene fino a tardi al lavoro. “La pacchia è finita”, ha scritto su Facebook il premier, provocando la rabbia dei lavoratori della Reggia.   

“Noi della Cisl non abbiamo firmato alcun documento”, precisa Letizia. “Il motivo è che con il manager Felicori stiamo costruendo un rapporto di collaborazione, perché questo è l'unica strada per il cambiamento. Il piano strategico che ha abbozzato ci convince, dobbiamo rivederci quanto prima. Bisogna fare sistema attorno alla Reggia e i lavoratori diventano i veri protagonisti”. Poi il sindacalista ritorna sulla polemica scatenata dal presidente del consiglio: “Renzi deve governare il paese col senso di responsabilità e non con le generalizzazioni. Gli abbiamo chiesto di dare una mano a questa terra, perché siamo in grande difficoltà. La disoccupazione giovanile è al 61% e sono aumentati di 10 mila unità gli iscritti ai centri per l'impiego nell'ultimo anno. Qual è la pacchia che fa questa terra? È un termine che ci offende”.

Il segretario provinciale della Cisl che si occupa dei dipendenti della pubblica amministrazione, Nicola Cristiani, è sulla stessa linea: “Dal primo momento abbiamo detto che questo documento non andava, ma non si può offendere chi lavora con professionalità. Il governo deve farsi sentire, qui ci sono tanti problemi, come il Policlinico non ancora completato e la salute dei cittadini”. 

Gino Mottola, rappresentante sindacale Cisl dei dipendenti della Reggia ha sottolineato i problemi che ci sono all’interno del monumento, ma non concorda col metodo utilizzato. “Mancano l’ufficio bilancio e l’ufficio ragioneria perché la nuova riforma ha staccato la sovrintendenza ai beni artistici dalla Reggia di Caserta e siamo rimasti senza figure professionali. È stato fatto un bando interno e hanno risposto 6 persone che prima d'ora non hanno mai lavorato in questo settore e che dovranno formarsi”, spiega Mottola.

“Ci sono stati gravi problemi dovuti alla riforma, perché molti dati non ci sono stati dati dalla sovrintendenza di Napoli che fino a oggi ha gestito la contabilità del monumento. La gestione del personale, della ragioneria e del bilancio sono portati avanti da persone che hanno diverse mansioni". Mottola risponde anche al problema della sorveglianza: "La mancanza di personale non esiste. Oggi sono saltati tutti i ruoli. Il numero degli addetti che richiede la legge non è applicabile, non c'è possibilità di avere un controllore per ogni sala della Reggia”. E poi fa un esempio: “Il numero minimo per vigilare adeguatamente il parco sarebbe di 100 persone, ma ce ne sono una 15 per turno. Ci vorrebbero 60 persone per turno per sorvegliare le stanze storiche, ma ce ne sono massimo 30. La nuova riforma ha portato vari problemi burocratici e finché non abbiamo soldi, Felicori non può far nulla. Tutta questa storia è stata scatenata da beghe interne ai lavoratori della Reggia”.

Commenta su Facebook