Reggia di Caserta. Il degrado nascosto del parco, senza controlli e con bagni guasti

Mauro Felicori è direttore della Reggia da ottobre 2015, ha puntato tutto sulla comunicazione, ma i problemi rimangono. Riuscirà a risolverli?

Caserta - Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta da ottobre 2015, durante questa prima parte del suo mandato che si concluderà nel 2019, alla soglia della pensione, ha puntato tutto sulla comunicazione e sul marketing. Ha messo in moto una macchina social e di promozione che ha l’obiettivo di far vedere che la Reggia non ha solo problemi, ma anche tanta bellezza da vendere. Venditori abusivi, tuffi di turisti poco disciplinati, tetti crollati, zone ristrutturate e mai utilizzate, inchieste sull’affidamento dei lavori: il tutto ha dato l’idea di un caos che non ha certo fatto brillare il monumento disegnato da Luigi Vanvitelli. Il dimezzamento dei visitatori negli ultimi quindici anni ne è la conseguenza più evidente e dolorosa.

Nonostante le belle parole spese in molte occasioni da Felicori, i suoi sforzi non sono ancora visibili: è vero che le visite sono aumentate nell’ultimo periodo, ma sarebbe improvvido e difficilmente verificabile dire che siano merito suo. Quel che è certo è che se si scava sotto la patina dell’apparenza, si vedono sempre i soliti problemi, ereditati da anni di malgoverno, che il nuovo direttore dovrebbe gestire e risolvere.

Il parco della Reggia è probabilmente una delle cose più belle e impressionanti che si possano vedere durante una visita a Caserta. Gestire un’area così vasta, però, è senz’altro complicato e necessiterebbe di un personale molto folto. Ma i dipendenti addetti alla sorveglianza del parco sono circa 15 per turno e in alcune occasioni, a causa di permessi o giorni di malattia, arrivano a essere meno di 10. In pratica chiunque può fare quel che vuole: le probabilità di essere beccati sono quasi nulle. Inoltre alcune zone sono totalmente scoperte. Tutto il bosco vecchio, la Castelluccia e la Peschiera grande sono prive di controlli. Neanche un dipendente che abbia il compito di girare per quella parte del parco. Per assurdo, un gruppetto di ragazzi potrebbe mettersi a pescare indisturbato nell’enorme vasca della peschiera, tirare su un grosso pesce e tornarsene a casa soddisfatti della bravata.

Lungo il percorso principale del parco, che sale fino al giardino inglese, la vegetazione sembra abbastanza curata. Ma basta addentrarsi nel bosco vecchio per osservare una totale mancanza di manutenzione, con alberi a terra, altri che sono in procinto di cadere e statue vandalizzate. Ci sono, accumulate in alcune zone, anche pietre prese chi sa dove e lì ferme da anni. Il degrado, però, è nascosto agli occhi del grande pubblico, che molto spesso non ha neanche il tempo di vedere questa parte del parco, forse la più suggestiva. Se venisse valorizzata e curata potrebbe essere oggetto di interessanti visite guidate molto più ampie di quelle fatte sino ad oggi. Nonostante alcune manifestazioni organizzate alla Castelluccia nelle ultime settimane, questo luogo magico è solo un grande spreco.

E se a qualcuno che sta visitando il parco dovesse venire un urgente bisogno di andare in bagno? Ecco, a questo punto la visita potrebbe trasformarsi in un incubo. I servizi igienici sono posizionati in tre diverse zone. I primi sono all’altezza del ponte di Ercole, ma un cartello segnala eloquentemente la cattiva notizia: guasto. Sia quelli delle donne che quelli degli uomini. Proseguendo  verso la cascata, più o meno a metà del percorso, ce ne sono altri. Fortunatamente sono aperti, ma l’aria pestilenziale che emanano provoca conati di vomito. Infine, arrivati alla cascata, all’ingresso del Giardino Inglese, troviamo gli ultimi. Molti wc sono chiusi a causa del crollo di alcuni calcinacci all’interno della struttura, mentre ne rimangono aperti solo tre. Qui c’è anche la salita per i disabili in carrozzina e il relativo bagno (l’unico del parco per disabili).

Ritornando verso la Reggia è possibile vedere a intervalli regolari alcune automobili parcheggiate, con all’interno delle persone: sono i dipendenti addetti alla vigilanza. Non ci sono guardiole, o almeno non sono praticabili, e quindi sono costretti a ripararsi all’interno della propria auto. Del resto non sono presenti mezzi che i lavoratori possono utilizzare per svolgere la propria mansione di controllo, per questo girano all’interno del parco con le proprie auto. Le altre macchine che si vedono all’interno della Reggia sono quelle dei disabili, che a quanto pare sono autorizzati all’ingresso senza alcun tipo di restrizione.

Ritornando all’interno del palazzo reale, la situazione per i disabili peggiora. C’è un solo bagno per loro, ma è chiuso. Anche se sarebbe difficile utilizzarlo: ci sono una manciata di scalini all’ingresso dei servizi igienici e nessuno scivolo o altro per rendere autonome le persone in carrozzella. Il degrado, poi, neanche qui manca: nel piccolo corridoio di ingresso c’è un buco nella controsoffittatura e non tutti i bagni presenti sono utilizzabili.

Come se non bastasse, oggi, il Parco della Reggia resterà chiuso per motivi di sicurezza.

Tanto per cambiare, insomma.

Commenta su Facebook