Scotto (Sel): "Ancora nessuna risposta all'interrogazione per Di Meo testimone di giustizia"

Il deputato ha partecipato ieri ad un convegno a Casal di Principe ed ha parlato anche della questione di Augusto Di Meo, che ha testimoniato in un processo contro gli assassino di Don Diana ma non ha ancora avuto lo status di testimone di giustizia

Casal di Principe - Un’interrogazione presentata lo scorso 30 ottobre ed ancora senza risposta. Al centro del testo c’è Augusto Di Meo, o meglio la sua testimonianza decisiva per riconoscere colui che il 19 marzo 1994 sparò ed uccise don Peppe Diana nella chiesa San Nicola di Casal di Principe.

A presentare l’interrogazione alla Camera (leggi qui il testo completo) è stato l’onorevole Arturo Scotto di Sel che nella giornata di ieri ha partecipato al convegno La Sinistra che cambia il Mezzogiorno, organizzato all’interno della sala consiliare del Comune di Casal di Principe. A margine del convegno, Scotto ha fatto sapere che al momento non “c’è stata nessuna risposta né all’interrogazione presentata né alla lettera formale indirizzata al ministro della Giustizia Orlando”. La speranza è che “venga dato seguito a questa iniziativa, anche perché il ministro si è dimostrato sempre molto sensibile su questi temi”.

Al momento Augusto Di Meo non è stato ancora riconosciuto testimone di giustizia, nonostante i tanti anni passati sotto scorta e nonostante il sui apporto è stato riconosciuto come fondamentale dalla Corte di Cassazione, I sezione penale che nella sentenza n. 15498/04 affermava che “al movente la Corte arriva dopo aver valutato l'assoluta credibilità del riconoscimento effettuato dal teste oculare estraneo all'ambiente, il Di Meo, che per caso si trovava in chiesa. Il suo riconoscimento, definito dubbio dal giudice del primo grado solo perché il teste aveva riferito che non era stato in grado di vedere le particolarità del volto dell'assassino, appariva in realtà assolutamente credibile perché egli aveva descritto caratteristiche fisiche dell'assassino troppo particolari per essere inventate e del tutto riferibili al Quadrano che ha una struttura fisica molto specifica. [...] Inoltre non si era provato alcun legame tra il teste Di Meo e le cosche che operavano nel territorio e pertanto non poteva ritenersi il teste indotto ad accusare il Quadrano per interesse degli Schiavone”.

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