Corteo contro la 'Buona Scuola', al Nevio e all'Amaldi viene "tolta la voce": dirigente contro studenti

Centinaia gli alunni che hanno aderito alla manifestazione nazionale del 9 ottobre. Pugno duro della dirigente Bernabei: "Al prossimo sciopero di massa assumerò provvedimenti"

Santa Maria Capua Vetere - Pugno duro della dirigente scolastica Rosaria Bernabei contro gli studenti che, nella giornata di venerdì, hanno preso parte alla manifestazione nazionale per far sentire la propria voce contro la «Buona Scuola». Il centro di Caserta è rimasto paralizzato per qualche per via del passaggio del corteo studentesco che ha riunito alunni provenienti da tutta la provincia di Terra di Lavoro. Tra loro anche diverse classi del liceo scientifico «Eduardo Amaldi» e del liceo classico «Cneo Nevio».

Ieri mattina tutti gli studenti che hanno preso parte alla manifestazione hanno ricevuto la visita in classe da parte dei vertici scolastici. «I coordinatori - hanno spiegato gli esponenti del Coordinamento studentesco sammaritano - sono stati invitati a contattare le famiglie di tutti gli studenti che hanno partecipato al corteo benché i nostri genitori ne fossero già al corrente. Esulando da quanto accaduto in aula, alcuni docenti ci hanno informato che alla prossima assenza di massa sarà intenzione della dirigente assumere provvedimenti».

La vicenda di ieri mattina ha sorpreso i ragazzi che, proprio in questi giorni, stanno organizzando una mobilitazione per il prossimo mese novembre che dovrebbe partire proprio dalla città di Santa Maria Capua Vetere. «Non esiste in alcun modo che io possa autorizzare gli studenti ad una manifestazione di massa - ha spiegato la dirigente scolastica Rosaria Bernabei - Ieri mattina abbiamo semplicemente preteso che l’assenza di venerdì, giorno in cui i ragazzi hanno partecipato al corteo a Caserta, venisse giustificata avvisando le rispettive famiglie. Loro vorrebbero che la scuola avallasse questo loro assenteismo ma è fuori di ogni discussione».

Un diritto allo studio che sia gratuito e accessibile per tutti, un «no» forte e chiaro ai test di ingresso e, appunto, alla «Buona Scuola»: questi i principali motivi che lo scorso 9 ottobre hanno indotto gli studenti di tutta Italia a tornare tra le piazze e tra la strade con una manifestazione autorizzata che di fatto ha aperto ufficialmente l’autunno caldo della scuola. «Io non vieto loro di esprimere la propria opinione o il proprio pensiero - ha sottolineato la dirigente Bernabei - ma non giustifico assenze di massa. Ogni alunno è libero di esprimere le proprie posizioni ma nei luoghi e nei tempi adeguati. Non consento, in alcun modo, che venga sottratto tempo alla scuola. Rispetto alle assenze di massa, dato che già si vociferano organizzazioni finalizzate all’occupazione studentesca, sarò costretta ad assumere provvedimenti».

Il «voto in condotta» sarà il primo dei bersagli in caso di una nuova mobilitazione di massa ma con l’approssimarsi della «stagione delle proteste» potrebbe risultare davvero difficile chiedere agli studenti di non partecipare agli scioperi, ai cortei e alle occupazioni: momenti associativi che, da sempre, sono stati caratterizzati da quello che è un diritto riconosciuto in tutti gli ordinamenti democratici, la libertà di manifestazione del pensiero. E sarà difficile negarlo soprattutto agli studenti del liceo Amaldi, passato agli onori della cronaca appena 2 anni fa, per aver rappresentato il quartier generale dei movimenti studenteschi dell’intera provincia di Caserta.

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