Ciardullo e Fabozzi, uccisi per non aver piegato la testa. Domani il ricordo a Trentola Ducenta

Appuntamento alle 9.30 in via dei Cipressi dinanzi alla lapide scolpita proprio in loro memoria
Sabato 12 settembre, alle ore 9,30, in via Dei Cipressi a Trentola Ducenta saranno ricordati Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, dinanzi alla lapide in memoria dei due imprenditori antiracket, vittime innocenti. L’iniziativa è organizzata dalla Federazione nazionale delle Associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane (FAI), nell’obiettivo di non dimenticare l’esempio dato da due operatori economici che non si sono piegati alla richiesta estorsiva. Interverranno i familiari di Ciardullo e Fabozzi accompagnati dall’associazione antiracket UCA di Trentola Ducenta e Parete, i presidenti ed i rappresentati delle associazioni antiracket della FAI in Campania, insieme a Tano Grasso presidente onorario della FAI e a Rosario D’Angelo vice presidente nazionale della FAI. Nel 1998 Antonio Ciardullo aveva denunciato Giuseppe Guerra, per non sottostare alla richiesta di ‘pizzo’. Guerra incontrò Giuseppe Setola del clan dei Casalesi in carcere, quando erano entrambi detenuti a Santa Maria Capua Vetere ed in quell’occasione fra i due si saldò un’alleanza criminale. Ciardullo e Fabozzi furono uccisi il 12 settembre del 2008 a Trentola Ducenta a pochi passi dal deposito di camion di proprietà di Ciardullo. Ciardullo aveva 51 anni, Fabozzi 43. Non disperdere il loro esempio significa anche sottolineare il bisogno di continuare a fare rete in una comune storia di riscatto.

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