SMCV. Piano Siad, linea dura della Confesercenti

Santa Maria Capua Vetere non ha certamente bisogno di aree commerciali né di ulteriore cementificazione, non ha certamente bisogno di cattedrali nel deserto che oltre a non produrre niente, alimenterebbero soltanto l'illusione di nuovi posti di lavoro

Santa Maria Capua Vetere - In merito alla discussione sul SIAD, che sta alimentando il dibattito tra le forze politiche cittadine, la Confesercenti cittadina, sostenuta pienamente nella sua posizione da tutti i livelli  provinciale e regionale, non può esimersi dall'esprimere il proprio parere in merito ad un argomento che riguarda lo sviluppo e il futuro delle attività commerciali e delle imprese in genere. La rappresentante cittadina, Rosida baia, interviene con chiarezza ribadendo che: "Santa Maria Capua Vetere non ha certamente bisogno di aree commerciali né di ulteriore cementificazione, non ha certamente bisogno di cattedrali nel deserto che oltre a non produrre niente, alimenterebbero soltanto l'illusione di nuovi posti di lavoro o crescita economica, non ha certamente necessità di interventi che soddisferebbero bisogni privati a discapito di bisogni collettivi, creando aree commerciali periferiche che andrebbero ulteriormente ad impoverire il centro".

"Per tanto è auspicabile che si faccia un discorso serio e produttivo sulla destinazione d'uso dell'area ex Italtel, coinvolgendo non solo la politica ma anche realtà cittadine ed extracittadine, partendo dal fatto che oggi più che mai è necessario investire energie e progettualità nel puntare a conservare la vocazione industriale di quell'area. L’amministrazione a questo punto deve scegliere se tutelare gli interessi dei cittadini o gli interessi di parte, e deve scegliere con chiarezza se investire sulla volontà di incentivare investimenti e investitori per rendere quel sito motore propulsivo dell'economia cittadina e non solo". 

"Ciò non può avvenire se non con insediamenti produttivi che oltre a creare nuovo lavoro, conserverebbero soprattutto quello esistente. Sono circa 4000 le imprese che operano sul territorio cittadino e con un calcolo approssimativo ma realistico producono circa 12.000 posti di lavoro , senza contare  l'indotto di professionisti e servizi che ne ruotano intorno e che aumenta notevolmente il dato. Tutelare e conservare questa realtà  è dovere e compito di chi amministra, tutelare chi fino ad oggi tra estreme difficoltà, a proprio rischio, ha mantenuto in vita una città complicata e in disarmo è un dovere e una responsabilità".

"Il Governo Renzi in questo momento è impegnato da un lato sulla risoluzione di crisi industriali e dall’altro è impegnato sulla promozione di nuovi strumenti pe lo sviluppo. La scelta di trasformare quell’area in commerciale sarebbe una resa rispetto alla possibilità di immaginare un futuro migliore e di prospettiva, pensiamo alle quantità di start up innovative che stanno nascendo e a tutti gli strumenti di finanza pubblica  creati per sostenerle. Sarebbe bello poter pensare a quelle aree come ad un polo tecnologico in cui riversare investimenti e sforzi di tutti i livelli per infrastrutturarla e renderla appetibile per quanti vorranno scegliere di impiantare imprese e servizi avanzati". 

"Per tanto, in maniera pratica, chiediamo che si assumano queste considerazioni e posizioni e che si adottino tutti i provvedimenti necessari a chiarire definitivamente questa questione su cui si dibatte da anni, ragionando complessivamente sul PRG comunale e adottando un piano SIAD ex novo che abbia regole certe e chiare e che costituisca una delle  basi per ripensare e riprogettare la nostra città. Per quanto ci riguarda questo dovrebbe essere il compito di un’attenta amministrazione e noi in tal caso saremmo disponibili a confrontarci e a mettere a disposizione energie e competenze in caso contrario siamo disponibili a ricorrere in tutte le sedi competenti".

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