Anfiteatro Campano, croce e delizia tra valorizzazione e tagli. Ida Gennarelli: "Ce la faremo"

L'altra faccia del sito archeologico 'fotografata' nel dossier del Movimento 5 Stelle. Lo scenario si contrappone alla politica di rilancio che negli ultimi anni ha premiato le scelte effettuate. Il percorso è ancora molto lungo ma il Governo centrale non è di grande aiuto

Santa Maria Capua Vetere - "Ci batteremo come gladiatori per riportarlo ad essere un sito archeologico degno di questo nome". La voce è quella degli attivisti del Movimento 5 Stelle, il sito in questione è invece il simbolo dell'Antica Capua. L'Anfiteatro Campano è finito, ancora una volta, sotto i riflettori ma, in questa occasione, non per gli eventi che hanno contribuito negli ultimi anni ad attirare un numero sempre crescente di turisti e visitatori. "Scene di degrado" sono state immortalate dagli esponenti pentastellati della città di Santa Maria Capua Vetere che, nelle ultime settimane, hanno raccolto materiale fotografico, testimonianze video e segnalazioni di utenti. "L'Anfiteatro Campano, gioiello storico del mondo intero e con oltre duemila anni di storia - hanno commentato gli attivisti - resistendo a guerre e disfatte italiane riuscirà a resistere anche all'incuria dell'uomo moderno e alla pochezza di chi ha il compito di amministrare tali beni?".

La 'fotografia'. Incuria degli spazi verdi, segnalazioni che risulterebbero inadeguate per i turisti stranieri ma anche recinzioni che, in alcuni tratti, potrebbero rappresentare un rischio per l'incolumità dei visitatori: questo, in linea generale, lo stato fotografato dal dossier del Movimento 5 Stelle. "Da quello che si può constatare attraverso le immagini e il video che abbiamo diffuso in rete - hanno spiegato gli attivisti - pare che non ci siano i margini per un immediato rilancio ma crediamo in maniera convinta che grazie alla sinergia tra noi attivisti e cittadini, questo declino potrà essere fermato. Lo dobbiamo alle nostre future generazioni".

I numeri dell'Anfiteatro. Uno scenario, quello rappresentato dal Movimento 5 Stelle, che si contrappone in maniera netta a quello che, soltanto quattro mesi fa, faceva dell'Anfiteatro Campano uno dei principali luoghi di aggregazione culturale ed artistica. Le istituzioni locali, da qualche anno, stanno investendo considerevoli risorse nel rilancio e nella valorizzazione dell'aria. I risultati del resto, dati alla mano, si sono visti. Basti pensare al numero di visitatori sempre crescente che si è presentato all'ombra dell'Anfiteatro. Le presenze, secondo i numeri diramati dalla Sovrintendenza, sono passate da 27.258 (nel 2010) e da 29.096 (nel 2011) a 30.700 (nel 2012), per sfiorare le 40mila dell'ultimo anno. Tutto questo è stato possibile grazie alla sinergia tra Palazzo Lucarelli e Sovrintendenza attraverso la realizzazione di eventi che, negli anni, hanno anche intercettato consistenti finanziamenti.  Evidentemente, però, i passi da compiere sono ancora tanti. L'onore di ospitare l'Anfiteatro è grande quanto la responsabilità che ne consegue nella sua gestione. E una delle cartine tornasole potrebbe essere rappresentata proprio dalle recensioni dei visitatori, non estremamente positive stando alla lettura di quelle pubblicate su TripAdvisor, portale leader e tra i più consultati quando si parla di città e siti archeologici da visitare. 

Questione 'tagli'. La manutenzione delle aree verdi che insistono all’interno dell’Anfiteatro Campano è finita sotto i riflettori grazie al dossier presentato dagli attivisti del Movimento 5 Stelle. Una «fotografia» che mette in risalto l’altra faccia di un sito archeologico che, negli ultimi anni, è diventato - grazie alla sinergia tra Sovrintendenza, Università, Comune ed associazioni territoriali - un luogo di aggregazione culturale ed artistica in grado di attirare un numero sempre crescente di visitatori. Le difficoltà però, soprattutto in termini di gestione e manutenzione, sono tante. "I tagli operati a livello centrale si ripercuotono inevitabilmente sulla gestione dei singoli siti archeologici": è questo il grido di allarme lanciato da Ida Gennarelli, da nove mesi funzionario dell’ufficio beni archeologici dell’Antica Capua. "Arrivano fondi per i grandi progetti, finanziamenti per gli eventi - ha spiegato la Gennarelli - ma paradossalmente mancano soldi per la manutenzione. E’ un vero peccato dover porre limiti a quello che è, a tutti gli effetti, un immenso patrimonio storico presente su questo territorio".

Le tappe del rilancio. Dalla cura degli spazi verdi all’interdizione di alcune aeree per ragioni di sicurezza, il processo di valorizzazione dell’Anfiteatro Campano, per quanto encomiabile sia, viaggia inevitabilmente con il freno a mano, complice una politica di spending review che ha imposto anni di tagli. "La chiusura dell’arena e di una parte dei sotterranei - ha spiegato Ida Gennarelli - condiziona la visita dei turisti che, oggi, ci raggiungono da ogni parte del mondo". Le prospettive, però, a quanto pare sono più che rosee. E’ attualmente in cantiere un progetto per realizzare un nuovo tavolato dell’arena e nelle prossime settimane si procederà alle cosiddette 'prove di carico'. Contestualmente sono state realizzate rampe per consentire l’accesso ai disabili anche all’interno del Museo dei Gladiatori. "Ci sono un ottimo team a supporto dei lavori ed una straordinaria sinergia sia con le istituzioni che con le associazioni che operano sul territorio. Il rifacimento dell’arena - ha dichiarato Gennarelli - rappresenta un progetto estremamente ambizioso per due ordini di motivi: da un lato perché rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di ogni visitatore e, dall’altro, perché potrebbe tornare a disposizione per la realizzazione di eventi all’interno del sito archeologico".

I sacrifici posti in essere sono evidentemente tanti e i singoli territori auspicano risposte concrete dall’applicazione della recente legge 106 che, dallo scorso mese di luglio, ha inteso abbattere due significative barriere: quella del rapporto tra pubblico e privato e quella della separazione tra la tutela e la valorizzazione che per troppo tempo hanno monopolizzato il dibattito a livello nazionale.

 

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