Romina Del Gaudio, Giorgio Pace ripercorre i dieci anni dalla scomparsa

Il legale di parte: "Siamo fiduciosi e confidiamo sull'emersione di elementi importanti e utili ai fini dell'individuazione del o dei responsabili”

San Tammaro - 21 luglio 2004, 21 luglio 2014. Ieri si è chiuso un arco temporale di dieci anni trascorsi nello straziante dolore di Grazia Gallo, madre di Romina del Gaudio. Nella tarda mattinata di quel 21 luglio, una voce anonima e spaventata registrata sul nastro del 112, avvisava i carabinieri della città del Foro, della presenza di un cadavere tra i rovi del boschetto antistante al palazzetto reale di Carditello, a San Tammaro. “La scena che si è parata davanti ai militari prontamente intervenuti - spiega Giorgio Pace, agguerrito legale di parte - deve avere superato la più terrificante delle fantasie”. La giovane ragazza dei Camaldoli, quartiere collinare partenopeo, era stata rapita da Aversa, il 4 giugno precedente; due date, queste, scolpite anche nella mente degli assassini. A quarantadue giorni dalla sua scomparsa, la conferma alla peggiore delle ipotesi. I carabinieri entrarono nel boschetto da più direzioni facendosi largo tra i roghi, sondando ogni centimetro del sottobosco. Nella parte nord della foresta di lecci, la conferma alla telefonata anonima; il cadavere era stato trovato. Ciò che restava di un corpo femminile aveva immediatamente fugato i dubbi definitivamente dissolti dopo l’esame autoptico. L’autopsia, infatti, decretò che quei miseri resti errano ciò che restava della diciannovenne. Dilaniate dai cani randagi e dagli animali selvatici, le carni della dolce Romina, si erano fuse con quell’imperiosa natura che solo il suo spirito riuscì a proteggere. Gli esami dei Ris ricostruirono la barbara violenza che si accanì sull'innocenza di quel corpo, esile e immaturo; violentata, picchiata, accoltellata e poi finita con un colpo di pistola alla tempia. Una storia di brutale violenza che pone, Romina Del Gaudio, nel sanguinante Olimpo delle donne, vittime dell'omicidio di genere. Molti i punti oscuri e i nodi da sciogliere su un caso giudiziario che attende risposta da dieci anni: “Aspettiamo l'esito delle ultime attività investigative richieste dal Gip,Gabriella Maria Casella,a seguito del rigetto della terza istanza di archiviazione presentata dall'ufficio del pubblico ministero - precisa Giorgio Pace - Allo stato attuale, però, non abbiamo alcuna novità ma siamo fiduciosi e confidiamo sull'emersione di elementi importanti e utili ai fini dell'individuazione del o dei responsabili”. Non si sbottona più di tanto l’avvocato Pace che, insieme ai suoi associati, non ha mai mollato la presa portando il caso alla ribalta dei media nazionali, senza mai lasciare la mano dell’addolorata madre di Romina. Sono passati dieci anni dal quel 21 luglio, e lo scenario non è cambiato. Nessuna novità, dunque, su una vicenda giudiziaria che ancora scuote l'opinione pubblica e che devasta il cuore di Grazia Gallo, dei suoi familiari e di quanti attendono giustizia per Romina Del Gaudio.

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