Da Frignano parte il progetto no-food, oggi la semina della canapa

L'idea parte da alcuni imprenditori agricoli che fanno parte anche di Coldiretti, nei prossimi giorni la semina si sposterà in altre zone del Casertano

Frignano - Parte da Frignano, in un terreno di un'azienda agricola locale, il progetto pilota che mira a far "conoscere ed incentivare le potenzialità della semina della canapa, che si inseriesce nel settore agricolo del no food" dice Francesco D'Amore, rappresentante di Coldiretti Campagna Amica. La semina è cominciata questa mattina e proseguirà nei prossimi giorni con le tappe a Sessa Aurunca, su un bene confiscato alla camorra, ed a Vitulazio. 

 

L'obiettivo è quello di far conosere le potenzialità del no food e della coltivazione della canapa, prodotto già molto conosciuto negli anni '90 che poi è andato via via scomparendo. La canapa, infatti, può essere utilizzata anche come pianta da coltivare nelle vicinanze di terreni inquinati o potenzialmente tali, poiché il prodotto non deve essere mangiato, soprattutto se si parla della canapa per produrre fibre che viene "utilizzata in particolare per produrre materiale per la bio edilizia" dice D'Amore. Ma questo prodotto ha tanti altri utilizzi, dato che la canapa per produrre i semi può essere utile per "produrre olio, farimo, profumo e addirittura birra". 

 

Per ora si cominceranno a coltivare pochi ettari di terreno, con la speranza che anche la Regione Campania si renda "conto delle grandi potenzialità della canapa" dice D'Amore, che ha avviato il progetto insieme con un gruppo di imprenditori "ispirati dall'azione di Coldiretti". L'idea è quella di far crescere un mercato nuovo, che possa dare sia lavoro alle persone, sia essere utile in quei territori dove c'è un pericolo di inquinamento. 

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