Amianto, big bag dell'Astir infiammate e rifiuti di ogni tipo: benvenuti nel rione Sant'Andrea

Sopralluogo dei volontari dell'associazione Agorà con il responsabile della ditta DHI, società che si occupa della gestione del servizio rifiuti a Santa Maria Capua Vetere

Santa Maria Capua Vetere - Nella mattinata di sabato 9 novembre, per volontà dall’associazione Agorà e grazie alla collaborazione del dirigente comunale competente e del sindaco, alcuni volontari dell’associazione stessa, insieme al rappresentante del movimento 'Uniti per Esistere', hanno incontrato il responsabile della ditta che si interessa, per conto del Comune, di intervenire sulle aree interessate da sversamenti incontrollati di rifiuti. Quest’ultimo si è reso subito disponibile per un sopralluogo che ha interessato alcune strade periferiche del territorio a ridosso del rione Sant'Andrea. Sulle strade ispezionate sono disseminati cumuli più o meno grandi di rifiuti di ogni tipo, molti dei quali facilmente infiammabili (carta, materassi e plastiche di ogni tipo) altri classificabili come rifiuti speciali (pneumatici) e altri ancora come rifiuti pericolosi (lastre di amianto sbriciolate). Il tecnico della ditta ha convenuto che il problema è grave e ci ha preannunciato che difficilmente potrà essere risolto in breve tempo. Una realtà solo in parte conosciuta e per questo ci ha ringraziato.

Il piano degli interventi. Gli abbiamo suggerito di progettare un intervento in più fasi così organizzato: il primo intervento da concludersi nel più breve tempo possibile, dovrebbe riguardare la raccolta dei rifiuti ingombranti e del materiale infiammabile; durante la raccolta si dovrebbe porre la necessaria attenzione nella selezione del materiale raccolto evitando che la quantità di rifiuti raccolti in modo indifferenziato vada ad incidere negativamente sulla percentuale complessiva della raccolta differenziata a livello comunale. Questo primo intervento otterrebbe il grosso risultato di aver scongiurato il rischio della combustione dei rifiuti con produzione e relative dispersione nell’ambiente, di sostanze tossiche e dannose; nella seconda fase si metterebbero in sicurezza i siti in cui sono presenti lastre di amianto e contestualmente asportare tutti gli altri rifiuti indifferenziati.

I rifiuti pervenuti. Durante il sopralluogo si è potuto inoltre verificare quanto già da noi ampiamente previsto: abbiamo ritrovato, in parte bruciati, alcuni dei famosi grandi sacchi bianchi ('big bag') che, sulla base di un protocollo d’intesa siglata il 29 agosto del 2012 dal sindaco Biagio Di Muro furono riempiti dai rifiuti più o meno selezionati dalla Astir Spa(società in-house della Regione Campania) raccolti per la bonifica di alcuni siti tra cui via Piro, via Murata, via Merano, via Siata, via Mastantuono, alcune delle stesse strade ispezionate oggi. Sensibilizziamo il Dirigente ed il Sindaco a far si che queste 'balle' vengano smaltite quanto prima per evitare deterioramento e combustione. Abbiamo trovato un sito con amianto 'messo in sicurezza' da alcuni mesi ma non ancora bonificato. Sembrerebbe che uno stadio lento dell’intero processo di bonifica sia il ritardo con il quale interviene l’ASL. Sicuramente questo è un punto da approfondire.

I terreni agricoli al confine con il Comune di Macerata furono violati con lo scavo di una lunga trincea per la realizzazione di una linea ferroviaria che avrebbe dovuto collegare la città con Napoli. In più di un occasione  dicemmo che i finanziamenti non sarebbero stati sufficienti a realizzare l’opera e che la trincea scavata, non solo avrebbe smembrato un territorio creando non pochi problemi agli abitanti e agli agricoltori, ma sarebbe anche diventata una discarica a cielo aperto. Questa èun’occasione per ricordare ai tanti che non ricordano o che non sanno che esiste 'ancora' questo tracciato su terreni espropriati ma abbandonati, utili solo però a portare questi problemi. L’Amministrazione dovrà essere sensibile a comunicare all’ente proprietario di questi terreni espropriati le condizioni in cui versano e a richiedere un urgente intervento per la soluzione di tale problematica. Altrettanto dovrà fare nei confronti dell’Ente Ferrovie dello Stato la cui competenza ricade sugli spazi lungo la linea ferroviaria sopraelevata, destinata al trasporto merci (incompleta), interessati dal deposito di rifiuti di ogni genere.

Un’ultima considerazione la facciamo sulla problematica dei controlli: si spenderebbe meno per le bonifiche se si mettessero le telecamere nei siti in cui si sversa più frequentemente.

Commenta su Facebook