Sessa Aurunca, la Diocesi accoglie il suo nuovo vescovo

S. E. Mons. Orazio Francesco Piazza: "Desidero costruire comunione" [FOTO ALL'INTERNO]

Sessa Aurunca - Suonano le campane a festa, la comunità diocesana, le autorità civili, militari e culturali si sono raccolte a piazza XX Settembre, sono le 16:30 del 4 ottobre 2013: il vescovo, S. E. Mons. Orazio Francesco Piazza, fa il suo ingresso nella Diocesi di Sessa Aurunca.

Ad accogliere il nuovo Pastore, sul palco allestito per l’occasione, il primo cittadino di Sessa Aurunca, il quale ha portato i saluti di tutti i sindaci di una Diocesi che comprende i Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Carinola, Falciano del Massico. A salutare Mons. Piazza anche la fascia Tricolore di Solopaca,  Antonio Santonastaso, ed il rettore dell’Università del Sannio, Filippo Bencardino.

 

“Avete sentito di me questo, non conta nulla – dice S. E. Mons. Piazza -  Scopriremo insieme, vedremo assieme.  E se solo questo di oggi, questo stare insieme qui, se sono occasione per farvi stare insieme, per me questo è un grande inizio, perché desidero costruire comunione, nel rispetto dei ruoli, nel rispetto delle Istituzioni, nel rispetto di tutte le differenze ma cercando di metterci insieme perché senza comunione, senza qualità di relazione, non si va da nessuna parte”.

E riprende le parole dell’intervento precedente, quello del suo amatissimo sindaco di Solopaca, città natale di Sua Eccellenza, il quale ha ricordato le vittime di Lampedusa: “Quante tragedie di umanità – aggiunge Orazio Francesco Piazza -  non rimaniamo indifferenti dinanzi a  nessuna tragedia, la più piccola o la più grande che sia. Dobbiamo avere un cuore sensibile, un cuore umano e se posso salutarvi questa sera come primo inizio, come cammino che ci porterà, secondo la Provvidenza dove vorrà Dio, imparando a seguire la sua volontà, ritroviamo il senso dell’amicizia, la qualità delle relazioni, la capacità di stare accanto e di poterci guardare con realtà negli occhi.

Alle Istituzioni “Verrò a visitarvi, a chiedere un incontro formale. Chiedo fin da ora la massima collaborazione, troverete in me la più grande apertura per i grandi bisogni di questa Terra,  ricca di grandi risorse”.

Dopo i saluti, il Vescovo di Sessa Aurunca si è recato presso la Chiesa dell’Annunziata per poi raggiungere, come un pellegrino, la Cattedrale dove si è svolta la celebrazione Eucaristica di inizio del ministero episcopale.

Una giornata di festa per la comunità diocesana ma anche per il nuovo Pastore che vede, oggi l’inizio di un nuovo cammino proprio nel giorno del suo sessantesimo compleanno e del suo onomastico.

 

il 25 giugno fu annunciato alla Comunità la designazione del successore di Mons. Antonio Napoletano e lo scorso 21 settembre, S. Ecc. Mons. Piazza, è stato ordinato Vescovo presso lo Stadio Comunale di Telese Terme per l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione del Rev. Sig. Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli. Cerimonia alla quale  è intervenuta anche il ministro Nunzia De Girolamo.

 

 

“Christus Lumen Gentium” è il motto episcopale di S. Ecc. Mons. Orazio Francesco Piazza, tratto dall’inizio della Costituzione Dogmatica del Concilio Vaticano II, “Lumen gentium”, promulgata da Paolo VI nel 1964:

“Lumen gentium cum sit Christus...Cristo è la luce delle genti”.

 

 Lo stemma episcopale del nuovo Pastore, invece, è uno scudo ‘bucranico’, frequentemente usato anche in araldica ecclesiastica ed una croce astile ‘trifogliata’ in oro, con cinque gemme rosse per indicare le piaghe di Cristo.

“D’azzurro, alla città con tre torri d’oro, sormontata da un’ombra di sole dello stesso, caricata da un corismo, con le lettere alpha e omega poste sotto il braccio traverso, il tutto rosso”: è la descrizione araldica (blasonatura) del Vescovo Piazza.

L’interpretazione teologica: “Il ‘campo’ dello scudo è in azzurro, colore simbolo dell’incorruttibilità, intende significare la purezza della Vergine Maria, Madre di Dio e della Chiesa, dimora dello Spirito Santo e grembo dell’Incarnazione del Verbo di Dio; rappresenta, inoltre, la trasformazione dei valori umani, l’affidamento e il progressivo tendere verso la pienezza definitiva in Dio, Trino ed Unico.

Su tale simbologia della volta celeste campeggia il sole, fonte primaria di luce; la luce di Cristo, qui identificato con il monogramma PX, il chirò, arricchito dalle lettere alpha e omega,:“Io sono l’alpha e l’omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine” (Ap 22,13). Il Signore è la meta, a Lui tende, come approdo ultimo e definitivo, tutta l’umanità. È il simbolo della luce, cantato nella liturgia pasquale: Cristo luce del mondo, ieri, oggi e sempre. È questa la Luce che guida il popolo di Dio, che conduce l’umanità, attraverso il cammino della salvezza, verso la destinazione ultima: la comunione piena nella gloria di Dio.

La città, rappresentata nella parte bassa dello scudo, nel dinamismo del tempo (tre torri) e simbolo

della coesione umana (la cinta di mura, la piazza), è posta sotto il sole di Cristo che la irradia: è la

città dell’uomo, con le sue complessità e attese, che nel faticoso ed esaltante lavoro di edificazione

nel quotidiano aspira al suo compimento. In essa la Chiesa, riverbero della luce di Cristo, chiamata

all’impegno inesausto pro mundi vita, è lievito che trasforma l’umano secondo il cuore di Dio, è

segno e strumento, incarnato e visibile nell’ordinarietà della vita, della luce di Cristo che dona vera

speranza al cuore di ogni uomo.

La città dell’uomo guarda a Cristo, il Signore, fine e compimento della storia (GS 45); a Lui che è via e destinazione ultima: essa consolida la sua costruzione, come spazio di vera fraternità, attraverso il fecondo dialogo tra la luce del Vangelo e l’umana esperienza (GS 46)”.

 

 

In agenda di S.E. Mons. Piazza il primo incontro con il Clero diocesano, che si terrà martedì 8 ottobre presso il centro Diocesano Ss. Casto e Secondino alle 9:30.

 

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