Sessa Aurunca, la Città delle meraviglie archeologiche abbandonate

Stato di incuria ai siti monumentali del teatro romano-criptoportico e del ponte 'Ronaco'

Sessa Aurunca -  

C’era una volta, a Sessa Aurunca, il teatro romano, il criptoportico ed il ponte degli Aurunci, detto ponte Ronaco. Sì, è proprio il caso di dirlo: “C’era una volta”. Parliamo dei tre fiori all’occhiello di una Città alla quale le fonti letterarie attribuiscono origini antichissime mettendo addirittura in relazione la sua fondazione con le leggende epiche elleniche.

Ma come si presentano, oggi, i siti archeologici del Comune agli occhi del turista ed anche agli occhi del cittadino, figlio della stessa terra che diede i natali a Caio Lucilio, ad Agostino Nifo, a Galeazzo Florimonte (ispiratore del “Galateo” di Giovanni della Casa e dal quale addirittura ne prese il nome)?

Passeggiando per la città, in un caldo pomeriggio di un sabato settembrino,  non si può non andare ad ammirare, sebbene dall’alto visto che le porte dei monumenti sono chiuse, la storia dell’antica Suessa Aurunca.

 

(TEATRO ROMANO E CRIPTOPORTICO: ) Ed ecco che scendendo da via XXI Luglio, immediatamente ci si imbatte nel belvedere che affaccia sul teatro romano: un vasto complesso archeologico che negli anni passati ha ospitato manifestazioni culturali, eventi musicali, ma che quest’anno ha visto spegnere i riflettori per ogni sorta di evento a causa di problematiche legate alle nuove normative in materia di agibilità, in particolar modo relative alla scala di accesso che conduce alle sedute.   Un motivo questo che ha impedito alla Città di far parte, come ogni anno, della più importante rete per la valorizzazione dei teatri antichi e dei patrimoni monumentali: ‘Teatri di Pietra’. Di fatti, quest’anno, tre erano gli appuntamenti previsti  per Sessa Aurunca nel segmento casertano, come emerse in una nota stampa redatta dagli organizzatori il 19 luglio( http://interno18.it/culturaspettacolo/25885/teatri-di-pietra-campania-napoli-e-caserta ) ma nulla da fare: il teatro quest’anno è stato oggetto solo di visite guidate.

Qualcuno si è chiesto come mai non si è provveduto ad utilizzare come ingresso alternativo la passeggiata realizzata  nell’ambito del finanziamento P.O.R. Campania 2000/2006, cofinanziato dall’Unione Europea, per i lavori di sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica ‘Suessa’. Un tratto di strada completamente messo a nuovo con tanto di basolato e molto ben illuminato nelle ore notturne. La strada in questione collega lo spiazzale dove è ubicata la chiesa di San Francesco, alle spalle del Campo Cappuccini, direttamente al sito archeologico.

 

Sporgendosi un po’ di più dal muretto del belvedere e facendosi largo tra le piante che quasi impediscono la visuale, si scorge il criptoportico: il monumento riportato alla luce dal Maiuri nel 1926, considerato, nel suo genere, uno dei più vasti e meglio conservato del mondo romano. Ma l’attenzione è immediatamente catturata  dallo stato in cui versa l’entrata. Scale deteriorate con gradini in legno quasi inesistenti, ed un folto manto di erba fa da padrone all’ingresso del monumento.

 

 

  

 (PONTE DEGLI AURUNCI:) Di certo un vanto per la Città non è nemmeno ponte Ronaco, databile alla prima metà del II sec.  d.C.

“Ad esso – scrive Antonio Marcello Villucci nell’opera ‘Sessa Aurunca – storia ed arte’ – è legata questa leggenda del periodo medievale: < Mancavano, un tempo, per poter andare a Roma tredici ponti e, premendo a Pietro Bailardo (leggi Barliario), famoso mago in possesso del libro del comando, che agevole fosse la via, non restava al medesimo che disporre a proprio talento; preso, infatti, il prodigioso libro, comandò: “Tredici ponti e a Roma!”. E così in una notte sorsero per incanto i tredici ponti, uno dei quali – opera diabolica – il superbo viadotto del tempo dei Flavi>”.

Percorrendo la strada che da viale Trieste conduce al sito, immediatamente sulla destra, si notano i resti di un edificio sepolcrale, sempre di età romana, dove all’interno è possibile ammirare solo cumuli di sacchetti di spazzatura.

Dopo aver percorso il tragitto si arriva allo spiazzale del ponte ed anche qui non vi si può accedere: l’ingresso è impedito da una rete metallica. Sul cartello di cantiere affisso fuori si legge che la data di consegna dei lavori per la sistemazione e riqualificazione dell’area archeologica era prevista per il 13 gennaio del 2009 mentre la data contrattuale di ultimazione dei lavori era prevista per il 31 ottobre 2009. Sono passati tre anni.

 

(CANTIERI APERTI: ) Nel centro storico, invece,  attualmente, sono in corso d’opera i lavori per la valorizzazione del complesso monumentale noto come ‘Aerarium’ e dell’area di piazza Tiberio, a breve sarà dato l’avvio anche alla ristrutturazione della ‘Porta Cappuccini’ del XV secolo.  

 

 

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