Abusivismo, task force nello Iacp

Controlli nelle abitazioni e nei locali commerciali di proprietà dell'Istituto autonomo case popolari

Caserta -  

Ne stanno vedendo delle belle gli uomini della task force messa in campo dal commissario straordinario dello Iacp, Vincenzo Melone per combattere abusivismo ed irregolarità nelle abitazioni e nei locali commerciali di proprietà dell’istituto autonomo case popolari. I quattordici operatori addetti all’anagrafe dell’utenza stanno svolgendo un lavoro certosino con un impegno che sta portando alla luce situazioni che hanno dell’incredibile. Un progetto, quello dell’anagrafe dell’utenza, che il commissario Melone è riuscito a farsi finanziare dalla Regione capendo, sin dai primi mesi del suo insediamento, che c'era da mettere mano a decine e decine di situazioni irregolari, trascurate almeno da un decennio.

Lunedì scorso, in una riunione operativa che Melone ha tenuto con i quattordici operatori sono state evidenziate diverse situazioni anomale con tanto di foto e testimonianze, situazioni che hanno convinto ancora di più il commissario della necessità di una maggior presenza dell’istituto sul territorio. E proprio in quest’ottica, nei giorni scorsi, Melone ha inviato una lettera al direttore generale dell’Ente chiedendogli di valutare la possibilità di istituire “punti di contatto” nei territori comunali partendo dalle città di Aversa e Piedimonte.

“Le attività di verifica del patrimonio immobiliare dello Iacp – ha dichiarato il commissario Melone – congiunte alla recente legge regionale con la quale è stata prevista, tra l’altro, la possibilità di sanare le occupazioni abusive perpetrate entro il 31 dicembre del 2009, stanno determinando la necessità di contatti sempre più numerosi da parte di un’utenza che proviene da numerosi comuni della provincia anche molto distanti dalla sede di Caserta.

In questo modo – conclude Melone – oltre che un servizio ai cittadini si renderebbe più agevole il lavoro degli uffici dell’Ente e si consentirebbe un maggiore e costante controllo del patrimonio dell’istituto anche in termini di interventi di manutenzione”.

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