Piano Ospedaliero: vertici Asl braccati dai sindacati

Riunione tra tutte le sigle sindacali e documento inviato a Menduni e Caldoro: "A distanza di tre mesi sta accadendo ciò che temevamo"
La lentezza dell’Asl nel predisporre in essere le iniziative legate al nuovo piano di rientro della sanità varato dal sub commissario Giuseppe Zuccatelli con l’ok del governatore campano Stefano Caldoro ha fatto insorgere i sindacati, che, ora passano al contrattacco. Il vertice sindacale. Un incontro e poi un documento, sottoscritto da tutte le sigle sindacali presenti all’interno dell’azienda sanitaria di Caserta per denunciare l’immobilismo e le difficoltà nel gestire questo periodo di transizione. Attorno al tavolo si sono seduti Franco Di Lucia della Cgil, Nicola Cristiani della Cisl, Paolo Diana della Uil, Salvatore Stabile della Fials, Ciro Martiniello per Anpo, Ascoti, Fials, Antonio Fascione di Anaao-Assomed, Simone Viscardi di Aaroi-Emac, Filippo Topo del Cimo, Enrico Tresca Cgil medici, Biagio Ferrone di Uil medici, Ferdinando Trombetta della Cisl medici, Michele Piantadosi della Fedir, Renato Ventriglia della Fesmed, Pasquale Campanile della Fmn-Sivenp. Il documento. Al termine della riunione è stato sottoscritto un documento inviato al commissario dell’Asl di Caserta Paolo Menduni ed al governatore Stefano Caldoro molto duro, col quale si chiede l’immediata apertura di un tavolo regionale. «A tre mesi di distanza rispetto all’attuazione del Piano Ospedaliero - si legge nel documento - le organizzazioni sindacali registrano che purtroppo si sta verificando quanto da noi temuto. I posti letto delle strutture ospedaliere chiuse non sono stati ricollocati negli altri ospedali, con un livello produttivo che quindi va a decrescere; i riflessi saranno inevitabili sull’assistenza ai cittadini e sulle spese future, che aumenteranno per trasferimenti in altri territori. I servizi distrettuali non sono stati potenziati come previsto, ed il personale non viene utilizzato al meglio al fine di dare risposte assistenziali adeguate ai cittadini. Si continua inoltre a tenere in vita duplicazioni organizzative che impediscono il rilancio dell’assistenza verso fasce di particolare fragilità (salute mentale, tossicodipendenze, prevenzione e salute pubblica). Questi risultati sono anche il frutto di una disorganizzazione legata, tra l’altro, ai continui cambi di commissari, per cui è urgente invertire la rotta e garantire governo certo all’Azienda quantomeno attraverso la contestuale nomina dei subcommissari, per non lasciare alla discrezionalità di dirigenti periferici la programmazione sanitaria dell’Asl. Nonostante la gravità e l’urgenza dei problemi evidenziati, anche a fronte di una specifica richiesta, l’attuale commissario straordinario non ha inteso a tutt’oggi incontrare le organizzazioni sindacali. Pertanto, onde evitare che le tensioni raggiungano livelli insostenibili e sfocino in conflittualità ingovernabili, le organizzazioni sindacali firmatarie del documento chiedono che queste istanze siano discusse in un apposito incontro in sede regionale».
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