“Così la Scuola apre le porte del lavoro”

La dirigente scolastica Adriana Mincione spiega in che modo il Liceo Fermi di Aversa indirizza i maturandi verso il mondo del lavoro

(di Valentina Vitale, Davide Romano, Maddalena Dello IaconoChiara Oliva, Mario Marrandino) Dalla scuola al lavoro, un passaggio non sempre facile. La dirigente scolastica Adriana Mincione ci spiega in che modo il Liceo Fermi di Aversa indirizza i maturandi verso il mondo del lavoro.

Quali sono le competenze di un dirigente scolastico?

“Ne sono tante, variegate e riguardano la didattica, la psicologia, la pedagogia e la capacità di utilizzare le risorse al meglio. La nuova idea della dirigenza scolastica nasce in stretta connessione con la scuola dell’autonomia. La figura del preside è direttiva e dirigenziale, in grado di leggere le capacità e le vocazioni specifiche dei propri utenti. A seconda di queste variabili e di queste capacità di lettura, chiamate volutamente ‘visions’ della scuola si analizza il progetto educativo per il futuro”.

Cosa dovrebbero aspettarsi i nuovi iscritti da quest’istituto e perché scegliere proprio lo scientifico?

“Scegliere lo scientifico, innanzitutto, perché oggi parliamo non più di conoscenze bensì di competenze. Ciò significa far acquisire all’alunno le competenze giuste per ottenere la famosa ‘cassettina degli attrezzi’ e continuare gli studi ma, soprattutto, per essere un buon cittadino europeo. Quindi il liceo scientifico offre questa possibilità rispetto ad altri corsi di studio che sono meno completi. Ci siamo, in più, ‘attrezzati’ con un nuovo indirizzo, ovvero Scienze Applicate, in cui le ore di latino sono state sostituite con delle ore in più di informatica. Questo perché le materie informatiche si stanno facendo sempre più spazio nel mercato lavorativo, ottenendo quasi una posizione centrale all’interno delle competenze e delle conoscenze”.

Sono sorti diversi problemi circa i test d’ingresso all’università. Ad esempio i test per la facoltà di medicina sono previsti per metà luglio, così come quelli per tutte le altre facoltà, poco dopo gli esami di maturità. Cosa pensa di questa scelta del ministro di affrettare i test?

“A mio parere, la decisione del ministro è troppo avventata. I ragazzi dovrebbero avere più tempo per prepararsi a qualcosa di così importante come i test di ingresso. Non so cosa abbia spinto il ministero ad anticiparli. Ad ogni modo, l’orientamento per la scelta dell’università può iniziare già in quarto liceo e non necessariamente alla fine del quinto anno”.

La scuola in che modo prepara i ragazzi per i test per l'università?

“Tutt'oggi non abbiamo ricevuto informazioni sul fondo d'istituto, ovvero quel fondo che serve ad ampliare l'offerta formativa, anche con progetti che, appunto, preparano gli alunni ai test. La scuola cerca di favorire lo studente con progetti adatti. Ovviamente la maggioranza dei progetti è dedicata alla preparazione per l'ingresso alle facoltà scientifiche. Non dobbiamo rinnegare, ovviamente, il nostro indirizzo. I progetti di logica sono stati svolti due anni fa con il professore Letta ma la partecipazione era scarsa, dunque abbiamo deciso di abolirli. Gli alunni erano disinteressati e svolgevano questi progetti soltanto per acquisire punti di credito”.

Commenta su Facebook